Aprire un conto in Spagna è davvero così semplice? La realtà dello sportello
Non va sottovalutato il passaggio dell’apertura di un conto corrente in Spagna. Negli ultimi anni le banche hanno sempre più alzato le loro pretese per aprire conti correnti agli stranieri, pretese documentali e reddituali. Normalmente richiedono il documento di identità personale (passaporto o carta di identità) o NIE, codice fiscale italiano e numero di telefono (meglio se spagnolo per ragioni pratiche). Il problema vero però consiste nella documentazione reddituale da apportare, quasi sempre richiesta e spesso imprescindibile per poter aprire il conto stesso. La cosa assurda è che possono anche arrivare a chiedere una dichiarazione dei redditi spagnola, ma per avere una dichiarazione dei redditi in Spagna occorre disporre prima di un conto bancario spagnolo di appoggio del reddito e soprattutto per pagare i contributi alla Seguridad Social, quindi è il cane che si morde la coda! Possono richiedere anche, in sostituzione della dichiarazione dei redditi, un contratto di lavoro con nómina (busta paga), anche qui creando problemi spesso insormontabili. Altra condizione spesso imprescindibili per aprire un conto corrente è la creazione di un vincolo con la banca stessa, quindi fin da subito contrattare qualche loro prodotto, come un’assicurazione sulla salute, sulla vita, sulla casa, un investimento di denaro in qualche loro asset in portafoglio ecc… Questo si rende necessario, secondo loro, per dimostrare un reale inserimento sul territorio, senza il rischio di scappare dalla Spagna in breve tempo.
Una volta ottenuta l’apertura del conto, si pone il problema di “negoziare” le condizioni economiche, non tanto i costi fissi stabiliti dalla banca stessa ( e non modificabili essendo nuovi clienti), bensí per poter eliminare i costi fissi generali ed avere così a disposizione un conto praticamente a zero spese fin da subito. Ogni banca ha le sue regole specifiche, per la nostra esperienza di agenti di banca esterni di Banco Sabadell, possiamo affermare che l’importante è rispettare ogni mese una cifra fissa da far transitare sul conto corrente, utilizzando un minimo di volte la carta di debito dell’istituto. Tali condizioni però variano sensibilmente da banca a banca.
ATTENZIONE:
- diffidare da chi Detto che non vi è obbligo per tutti gli istituiti di possedere
- ogni sportello bancario fa storia a se, con regole e protocolli interni che possono differire l’uno dall’altro. Il consiglio è quello di rivolgersi a tutti gli sportelli bancari per lo meno delle 4 grandi banche di Spagna, quindi Santander, BBVA, Caixa e Sabadell, più abituate a trattare con gli stranieri.
Residenti vs Non Residenti: le differenze che nessuno ti spiega
Essere residenti consente di poter disporre (rispettando i requisiti di cui sopra) di un conto a costo zero. I non residenti non possono usufruire di conti conrrenti a zero spese, se non altro perché c’è una comunicazione che la banca deve fare ogni anno alla Banca di Spagna per comunicare l’esistenza di una posizione aperta a nome di un non residente, il cui costo ricade sul correntista stesso.
ATTENZIONE: non basta il NIE bianco per essere considerati come residenti, e nemmeno il padrón municipal. Il documento che le banche richiedono per gli stranieri comunitari è il NIE verde di residenza. Il suggerimento è quello di mandare al proprio funzionario di riferimento il NIE verde non appena ottenuto dalla Policía Nacional, perché il funzionario spagnolo non chiamerà mai il correntista per aggiornare la sua posizione, col rischio di perdere denaro continuando a pagare spese da non residenti.
Banche tradizionali o conti online: dove sta il rischio?
I conti on line sono molto comodi e più rapidi da aprire, ma non sempre sono la soluzione. Anzitutto bisogna distinguere tra conti on line di banche fisiche e conti aperti presso banche Fintech. Le prime dispongono di sportelli sul territorio ma non sono utilizzabili per operare con il conto stesso, in quanto spesso viene aperto in maniera più agile ed è senza spese, ma per contro non consente di avere un funzionario di riferimento presso l’istituto, tutte le relazioni con l’istituto avvengono per telefono e/o attraverso le apposite app. Inoltre non si pensi che il fatto di essere conti on line comporti qualche sconto sulla documentazione da presentare.
I conti aperti presso fintech spesso sono molto interessanti in quanto a costi, rapidità di apertura e gestione operativa, ma vi è ancor meno tutela per quanto riguarda la relazione con la banca se dovesse accadere qualcosa, ma soprattutto
ATTENZIONE: non scegliere mai una banca fintech con Iban estero, perché se si sintende lavorare in Spagna e quindi pagare i contributi in questo Paese è necessario disporre di un Iban spagnolo.
Come evitare i blocchi e muoversi sul sicuro
Suggeriamo di comportarsi in questo modo:
- fare una ricerca sul web utilizzando i comparatori d’impresa (quierocomparar.com o rastreator.com, ad esempio) per valutare le caratteristiche dei migliori conti disponibili in Spagna in base alle proprie esigenze
- nel caso si abbia esigenza di assicurare casa o stipulare un’assicurazione sanitaria privata, scegliere una banca fisica che consenta di stipulare un contratto di quel tipo, in modo da potersi “garantire” l’apertura del conto corrente, come specificato sopra
- in questa prima fase di trasferimento in Spagna, evitare di complicarsi la vita comparando costi e commissioni, l’obiettivo è disporre rapidamente di un conto corrente per poter finalizzare il trasferimento completo e dare un appoggio a utenze e costi, con il tempo si potrà con calma valutare l’effettivo costo globale del conto corrente ed eventualmente cambiarlo
ATTENZIONE: in Spagna i pagamenti ad enti pubblici e privati avvengono (quasi totalmente) con addebiti in conto, quindi rid automatici, il che rende pressoché impellente aprire un conto corrente, anche fosse solo come appoggio per le utenze domestiche.
