Attico “los Viñedos” – Marbella

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

Camere da letto: 3
Bagni:  3
Metri costruiti: 177 m²
Terrazza: 264 m²
Giardino: 0 m²
IBI (imposta annuale sugli immobili): € 750
Spese condominiali: € 316
Tassa rifiuti: € 320 / annuali

PREZZO: 549.000,00 EURO – ZERO COMMISSIONI PER L’ACQUIRENTE!!!

Questo attico ha una superficie totale di 177m2 all’interno e dall’ingresso si accede ad
un salotto e una zona pranzo estremamente grandi, dove le finestre sono state progettate per consentire la più ampia luminosità possibile.

La cucina è moderna con superfici in granito ed elettrodomestici di qualità, porte scorrevoli con accesso alle terrazze principali, con panorami spettacolari.

La camera da letto principale ha due armadi a muro, la finestra principale ha una vista spettacolare sulla campagna ed un bagno in suite con doccia doppia.

Le altre due camere hanno armadi a muro ed un di esse è dotata di bagno in suite, l’altra ha un bagno separato. 

I dettagli impreziosiscono questa dimora, pavimento in marmo, granito in cucina, serramenti di qualità, climatizzazione e fibra ottica per la connessione internet.

L’auto può essere parcheggiata in un posto auto riservato e sorvegliato.

Appartamento “El Soto” – Marbella

Vendesi prezioso appartamento in “urbanización El Soto” sito nel comprensorio di Marbella, in Costa del Sol.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

Camere da letto: 3
Bagni:  2
Metri costruiti: 139 m²
Terrazza: 35 m²
Giardino: 0 m²
IBI (imposta annuale sugli immobili): € 686
Spese condominiali: € 295
Tassa rifiuti: € 260 / annuali

PREZZO: 330.000,00 – EURO ZERO COMMISSIONI PER L’ACQUIRENTE!!!

Bellissimo appartamento mansardato (attico) con orientazione a est, in comunità privata con piscina esclusiva condominiale.

La proprietà è spaziosa e molto funzionale: ampio soggiorno, doppio soffitto con camino, accesso diretto alla terrazza dalla quale si gode di una vista spettacolare sul mare e sulle montagne.

Cucina completamente attrezzata con ripostiglio.

La struttura offre tre ampie e luminose camere da letto e due bagni.

Al piano terra ci sono due camere da letto con armadi a muro e un bagno completo.

Al piano superiore c’è la camera matrimoniale padronale con accesso ad una terrazza con vista mare, campo da golf e montagne. La camera da letto dà anche accesso ad un bagno completo en suite e ad una cabina armadio.

I pavimenti sono in marmo, i serramenti dispongono di doppi vetri e vi è la pre-installazione per climatizzatori con pompa di calore (caldo/ freddo), le tapparelle sono elettriche.

L’appartamento dispone di un garage sotterraneo e ripostiglio con accesso da scale o
ascensore.

La comunità comprende una piscina condominiale, campo da Paddle Tennis, Campo da tennis, spa, palestra, golf, petank e si trova a soli 8 minuti di auto dalla strada principale che conduce a Marbella o Malaga.

In zona si trovano tutti i tipi di servizi: farmacia, supermercato, ristoranti (3 minuti a piedi), caffetterie, ecc.

La pace della zona e l’ambiente naturale rendono questo attico una eccellente opportunità come residenza abituale o casa vacanza.

Per gli amanti del Golf, i proprietari dispongono di accesso a corso gratuito al campo da golf Par3 .

 

La sanità in Spagna

La sanità pubblica in Spagna è gratuita e universale: le consulenze, gli accessi al pronto soccorso e gran parte dei farmaci sono totalmente gratuiti.

Per questo la maggioranza degli spagnoli ricorre al sistema sanitario pubblico.

Ogni comunità autonoma si incarica di prestare i servizi sanitari attraverso il proprio sistema sanitario interno.

Tutti i lavoratori sono obbligati a contribuire al sistema sanitario pubblico spagnolo. I medici del settore pubblico sono stipendiati dall’Istituto Nazionale di Gestione Sanitaria.

Il paziente non paga questo ente, bensì versa i contributi direttamente allo Stato spagnolo. 

Le due branche non coperte dal sistema sanitario pubblico sono quella odontoiatrica e quella ottica.

Per questo tipo di assistenza è necessario contrattare un’assicurazione privata o una polizza complementare di salute affinché si riducano i costi delle prestazioni.

Per accedere ai servizi sanitari occorre richiedere l’assegnazione automatica di un medico di famiglia presso il “Centro de Salud” della propria città.

Si può accedere al suo ambulatorio presso il medesimo centro ove sono collocati peraltro tutti gli ambulatori dei medici generici, per una consulta medica ed anche eventualmente per richiedere una visita specialistica, se necessaria.  

Esiste ovviamente anche la sanità privata.

Il lavoratore può beneficiare della sanità pubblica ma al contempo affiliarsi ad una mutua, chiaramente a pagamento, per poter usufruire al contempo di una rete autonoma di ospedali, cliniche e laboratori, con assistenza in tempi più brevi.

Ovviamente il paziente dovrà prima accedere al servizio sanitario pubblico da cui poi viene indirizzato ad uno specialista (del settore pubblico o privato). 

In ultimo esiste la sola copertura sanitaria privata, unica strada di copertura sanitaria possibile per chi non esercita nessuna attività lavorativa senza essere pensionato.

In questo caso l’assicurato potrà accedere a qualsiasi medico e qualsiasi clinica.

L’attenzione sanitaria che riceve sarà totalmente coperta o rimborsata in base alle condizioni della polizza di assicurazione firmata.

E la qualità della sanità in Spagna?

La sanità è un parametro sempre determinante per chi vuole fare un cambio di vita e trasferirsi in un altro paese.  

La qualità è sicuramente buona e decisamente riconosciuta all’estero da sempre, ma al contempo migliorabile, soprattutto in riferimento a tempi di attesa nel settore pubblico ed al numero di professionisti sanitari sul territorio per ogni mille abitanti.

 

 

 

 

Aprire un bar in Spagna

Aprire un bar in Spagna è il sogno di molte persone.

Ma che tipologie di locali si possono aprire in Spagna per somministrare alimenti e bevande ai turisti?

Vediamo le tre tipologie di locale commerciale adatte al turismo vacanziero del “sole e mare”.

  1. “Chiringuito”: è veramente il più ambito, quasi il sogno proibito di ristoratori e barman che vogliono servire la clientela collocandosi direttamente sulla spiaggia.

    Precisiamo da subito che è estremamente complicato creare ex novo un “chiringuito”.

    Bisogna vincere un concorso pubblico battendo la concorrenza con un’offerta di canone economico che può arrivare in Spagna a toccare i 90.000 euro.

    Il canone economico è la controprestazione per poter essere autorizzati a gestire l’attività sulla spiaggia.

    Ammesso quindi che nella città scelta vi sia vigente un bando, occorre battere la concorrenza con una offerta “monstre” al comune che deve emettere la licenza.

    Vi sono poi una serie di requisiti da rispettare, tra cui la distanza minima da rispettare tra i vari stabilimenti.

    Bisogna poi non avere pendenze pregresse con l’Agenzia delle Entrate e la Seguridad Social, dimostrare di poter generare posti di lavoro e presentare un progetto gastronomico che incentivi i prodotti locali.

    Inoltre il comune potrebbe richiedere un progetto architettonico in linea con lo stile già presente sul litorale oppure più moderno. 

    Altri criteri valutati dalla pubblica amministrazione sono la gestione degli acquisti o i servizi prestati all’interno, in altre parole l’innovazione, solidità e fattibilità del progetto.

    Ad esempio la collocazione di passerelle per l’accesso ai bagni di servizio al pubblico è sempre molto apprezzato dalle amministrazioni pubbliche.

    Ma non finisce qui: potrebbero richiedere anche una certa esperienza pregressa al titolare nella gestione di servizi e lavori similari in passato.

    Risulta veramente complicato, soprattutto per uno straniero che non abbia una storia imprenditoriale in Spagna, potersi aggiudicare il bando pubblico e creare la sua propria struttura.

    Ma anche per gli spagnoli non è semplice rispettare i requisiti richiesti dal medio ambiente.

    In Andalusia ad esempio solo il 35% dei “chiringuitos” presenti fisicamente sul litorale sono in regola, il 50% sono ancora in tramite per ottenere la licenza ed il 15% non hanno i requisiti per ottenerla o non hanno ancora iniziato le pratiche.

    Se è così difficile crearlo ex novo, si può rilevare la gestione di un locale già esistente ed in regola?

    Ammesso che vi siano titolari disposti a cedere a titolo oneroso la licenza di gestione a terzi (che non siano parenti e neppure spagnoli), dovrete disporre di un quantitativo di denaro veramente “esagerato” per potervelo accaparrare.

  2. Kiosko: alternativa low cost per poter somministrare alimenti e bevande. 

    Ovviamente date le ridotte dimensioni non è pensabile preparare cibi o servire cocktail (in questo caso è vietato per legge salvo alcune rare eccezioni).

    Normalmente sono utilizzati per vendere bibite, dolciumi, gelati, caramelle ecc…

    Si ottengono per concessione pluriennale attraverso licenze municipali che abilitano alla vendita di prodotti specifici (che non includono né tabacco e né alcolici, in via generale).

    Anche in questo caso, pur essendo strutture decisamente piccole e quindi meno redditizie, non è semplice potervi accedere in quanto per uso e consuetudine sono soliti passare di mano tra i membri delle stesse famiglie.
  3. Stabilimento commerciale di somministrazione alimenti e bevande:

    il classico bar/ristorante, questa è l’alternativa decisamente più abbordabile per uno straniero in Spagna.

    Facili da rilevare perché disponibili in abbondanza ma anche da realizzare da zero, in quanto non presentano ristretti requisiti e non richiedono nemmeno canoni o bandi cui partecipare.

    Aprire un bar in Spagna non richiede particolari complessità amministrative, la cosa più importante è scegliere una corretta ubicazione, almeno qui in Costa del Sol fa veramente la differenza.

Precisiamo un concetto importante: in Spagna è vietata la somministrazione di bevande alcoliche in spiaggia, le stesse possono essere servite esclusivamente in zone autorizzate come terrazze di bar o spazi delimitati dei “chiringuitos”.

  

Le tasse in Spagna

Vogliamo fare un piccolo quadro riassuntivo sulle principali tasse in Spagna (per meglio dire imposte) che possa servire come semplice e rapido promemoria per tutti coloro che vogliono trasferirsi in Spagna per fare impresa o per svolgere una attività autonoma.

IMPOSTE DIRETTE –  si applicano sui redditi generati e sul patrimonio/ricchezza posseduti a titolo personale e sono le seguenti:

  • Imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpf): imposta che grava sui redditi generati durante l’anno solare dai cittadini residenti fiscalmente in Spagna. Trattasi di una imposta progressiva (più si guadagna e più si alzano le aliquote fiscali da applicare su differenti scaglioni di reddito) con le seguenti aliquote :
    Scaglioni IRPF 2021Aliquota stataleAliquota regione autonoma*

    Totale

    Fino a 12.450 euro

    9,5%9,5%19,0%

    Da 12.450 euro a 20.200 euro

    12,0%12,0%

    24,0%

    Da 20.200 euro a 35.200 euro

    15,0%15,0%

    30,0%

    Da 35.200 euro a 60.000 euro

    18,5%18,5%

    37,0%

    Da 60.000 euro a 300.000 euro

    22,5%22,5%

    45,0%

    A partire da 300.000 euro

    24,50%22,5%

    47,0%

*ogni regione autonoma ha facoltà di scegliere la propria aliquota, quindi il dato può variare in funzione della regione dove si risiede

Ovviamente bisogna considerare che esistono numerose deduzioni dal reddito che abbassano la base imponibile, quindi tali aliquote si applicano sulla differenza tra ricavi generati e costi fiscalmente deducibili.

  • Imposta sulle società (IS): imposta che si applica sul reddito prodotto dalle società. L’aliquota è fissa e pari al 25% (non vi sono scaglioni progressivi, quindi trattasi di imposta proporzionale, quale che sia il reddito si applicherà sempre la stessa aliquota). 
  • Imposta sul patrimonio: si paga una volta all’anno e si calcola in funzione degli asset attivi patrimoniali / ricchezza che ciascun cittadino possiede a suo nome. L’aliquota è progressiva e va dal 0,2% fino al 2,5% per patrimoni importanti. Non vi sono esenzioni: tanto i residenti come i non residenti devono pagare l’imposta. I residenti in Spagna pagano per tutto il patrimonio che possiedono nel mondo, i non residenti solamente per i beni posseduti in Spagna. Vi sono comunque franchigie ed esenzioni diverse a seconda delle singole comunità autonome, essendo l’imposta di loro totale spettanza.  
  • Imposta sui guadagni di capitale: si paga sui benefici economici ricavati dalla vendita di qualsiasi attivo, tipicamente sulla vendita di immobili, terreni o investimenti. Chiaramente la base imponibile è data dalla differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto, laddove vi sia una differenza positiva.   
    La percentuale esatta dipende dall’essere residenti o no in Spagna: i residenti scontano una imposta che varia dal 19% al 23% in base a scaglioni di plusvalore generato, mentre per i non residenti l’aliquota è fissa al 19% (che sale al 24% in caso di extraeuropei). Va considerato che esistono alcune agevolazioni ed esenzioni, una su tutte quella per la vendita della residenza abituale. Pertanto in molti casi questa imposta può essere ridotta se non eliminata del tutto.  
  • Imposta sui redditi dei non residenti (IRNR): si applica a quelle persone che generano un reddito in territorio spagnolo ma non vi risiedono fiscalmente, quindi vivono e lavorano fuori dalla Spagna. L’imposta varia dal 19% al 24% dipendendo dal paese di residenza del contribuente.
  • Imposta di successione e donazione: trattasi di una imposta ceduta interamente dallo stato alle regioni autonome, quindi è bene informarsi per ogni regione autonoma quali siano le aliquote  che devono pagare le persone quando ricevono denaro o beni in forma gratuita, in caso di eredità o per donazione diretta, perché vi possono essere differenze molto rilevanti tra regione e regione.

IMPOSTE INDIRETTE – si applicano alle operazioni di produzione e consumo e sono le seguenti:

  • Imposta sul Valore Aggiunto (IVA): imposta che grava sui consumi e sulle transazioni commerciali. Certe attività sono soggette ad Iva mentre altre non lo sono. E’ un’imposta che non dipende dalla forma giuridica con cui si svolge l’attività, può applicarsi tanto agli autonomi (persone fisiche) che alle società. Attualmente l’aliquota più alta in Spagna è pari al 21%.
  • Imposta sulle trasmissioni patrimoniali e atti giuridici documentati (ITP e AJD): la prima colpisce tutte le trasmissioni a titolo oneroso dove non si applica l’IVA (tipicamente la compravendita di immobili di seconda mano, parificabile all’imposta di registro italiana). La seconda imposta si applica alla formalizzazione di determinati documenti notarili, commerciali e amministrativi (l’omologa dell’imposta di bollo italiana).

Ovviamente come in tutti i paesi la struttura delle imposte può cambiare e subire aggiustamenti anno per anno, quindi è bene sempre consultare un professionista in loco. 

Cosa attrae gli stranieri in Spagna?

Cosa attrae gli stranieri in Spagna?

Cosa piace di più agli stranieri che visitano il paese iberico?

Gli stereotipi esistono anche qui, visto che pensando alla Spagna solitamente viene in mente la “paella”, piatto tipico super conosciuto o le splendide spiagge con i “chiringuitos”

Ma la Spagna è molto di più.

Il clima mediterraneo fa innamorare i turisti, e dobbiamo dire che noi per primi ne siamo innamorati (da milanesi quali siamo!) . Riteniamo personalmente che sia un fattore che influenza enormemente la vita di un essere umano.

Poter contare sul clima tipico della costa andalusa, di cui Malaga rappresenta l’eccellenza (non a caso inclusa tra le dieci città con il miglior clima al mondo), permette uno stile di vita unico e anche un gran bel risparmio di costi.

La mancanza dell’inverno nel naturale alternarsi delle stagioni consente di godere di temperature tiepide anche nei mesi teoricamente più freddi e di poter pranzare all’aperto in gennaio perché fa più caldo che in casa.

In estate per contro non si boccheggia dal caldo e nemmeno le zanzare possono divertirsi più di tanto, non essendoci un livello esagerato di umidità.

Il sole è quasi sempre presente e le ore di luce fanno felici i molti inglesi che adorano particolarmente la Costa del Sol, dove possono utilizzare molto poco il loro classico ombrello da passeggio vista la scarsità di pioggia.   

Abitudine molto amata anche dagli stranieri è quella di godersi una “caña bien fresquita” (una birretta fresca) o una “copa de tinto” (calice di vino) o di “tinto de verano”, una sorta di vino rosso con gassosa e limone, veramente apprezzato da queste parti.      

Non può mancare ovviamente un’altra specialità che fa innamorare gli stranieri, ovvero “las tapas” che accompagnano i fiumi di birra e vino che vengono giornalmente consumati, aiutando a tenere qualcosa di sostanzioso nello stomaco oltre all’alcool.  

Altra cosa che attrae gli stranieri in Spagna è l’alta propensione al divertimento ed alle feste. Nei loro paesi “los ghiris” (gli stranieri come li chiamano qui) soprattutto nordici (in netta prevalenza) sono abituati a bar e discoteche che chiudono a mezzanotte o poco più.

Qui invece possono approfittare di locali con cucina praticamente sempre aperta, sbizzarrirsi in feste che perdurano fino all’alba e fare poi colazione con i famosi “churros” di pastella fritta da intingere nella cioccolata calda o nel “café con leche” (caffelatte).    

Dopo una notte di feste è piacevole godere della rinomata “siesta”, quindi la pausa dopopranzo sacra per gli spagnoli, dove sono guai per chi fa caos e non la rispetta. 

Questa consuetudine risulta particolarmente apprezzata, secondo i sondaggi, anche dagli stranieri che vivono in Spagna.

E dopo aver recuperato le forze, che fare in Spagna? 

Visitare la Sagrada Familia a Barcellona, il Museo del Prado di Madrid o la Alhambra di Granada, oppure godersi uno spettacolo di flamenco.

 

Il turismo in Spagna post “covid”

Come è cambiato il turismo in Spagna post “covid”?

La Spagna ha forse perso il suo “appeal” turistico a seguito della pandemia?

La risposta arriva direttamente dal “Real Instituto Elcano” grazie ad un recente  studio che ha per oggetto la reputazione della Spagna nel mondo.

Risulta che la Spagna nel settore turistico ha addirittura migliorato la posizione di prestigio che già occupava nel mondo, salendo alla posizione n. 9 rispetto al 14°mo posto che occupava in precedenza.

Il grande recupero di reputazione che l’ha vista protagonista dimostra come il turismo in Spagna è ancora molto apprezzato e converte il paese in una vera potenza turistica agli occhi del mondo.  

L’inchiesta è stata realizzata a marzo 2021 ed ha coinvolto 24.000 persone appartenenti a 24 paesi differenti.

Gli attributi migliori di questo Paese sono risultati essere la gentilezza e la simpatia dei suoi abitanti, la cultura, l’economia e lo stile di vita.

La Spagna risulta essere la prima destinazione del mediterraneo in quanto a scelte di viaggio ed è il paese europeo con il maggior numero di ricerche di voli, record che ha durato per ben quattro mesi di seguito.

Nonostante le restrizioni i cittadini di Germania e Gran Bretagna sono risultati essere i più interessati a trascorrere un periodo di Vacanza in Spagna, con particolare preferenza per il mese di luglio.

Molto importante anche la presenza di turisti provenienti dal Portogallo e dall’Italia, mentre tra i visitatori extraeuropei prevalgono decisamente i brasiliani.

Il mese di agosto risulta essere quello preferito dagli italiani, soprattutto concentrati nella settimana di ferragosto, in controtendenza rispetto a tutti gli altri visitatori.     

In conclusione sebbene non vi sia un ritorno ai dati di presenza turistica registrati nell’anno 2019, il turismo in Spagna post “covid” fa ben sperare in vista di una ripresa economica che da queste parti non può prescindere dalla sua fonte primaria.  

 

 

Fare impresa in Spagna

Fare impresa in Spagna non è tutto sommato così complicato.

La Spagna occupa il 30°mo posto al mondo (su 190) nel ranking dei paesi in cui è più facile intraprendere una attività, secondo quanto emerge dalla classifica stilata dalla Banca Mondiale nel suo studio Doing Business 2020.

I dati si basano sulle informazioni raccolte in tutto il mondo e analizzano 10 fattori chiave, tra cui le difficoltà per iniziare un’attività, i permessi di costruzione, la protezione degli investitori e gli scambi attraverso le frontiere.

Precisamente in base a quest’ultimo parametro la Spagna occupa il primo posto in assoluto.

La peggiore posizione (97°ma) è invece relativa al fattore relativo all’iniziare una nuova attività.

Nel complesso diremmo che la situazione è positiva, soprattutto se comparata con la posizione dell’Italia, che occupa il 58°mo posto globale nel mondo. 

Ma quali sono le città del paese iberico dove è più facile fare impresa?

La risposta è stata fornita da una inchiesta effettuata nel paese che ha riguardato 961 piccole attività commerciali e imprese spagnole dislocate in 71 città differenti sul territorio.

Il risultato in merito a quale fosse il luogo più appropriato per fare impresa in Spagna e perché è stato abbastanza sorprendente.

Ovviamente (c’era da aspettarselo) le prime due città in assoluto indicate come le migliori per fare business in Spagna sono risultate essere nell’ordine Madrid e Barcellona.

Interessante sapere che la terza città indicata come la migliore per fare microimpresa è risultata essere Malaga, che ha superato nelle preferenze Valencia, Siviglia e Alicante.

Nello specifico Malaga non solamente ha consentito alla regione Andalusia di collocarsi al terzo posto in assoluto tra le regioni autonome spagnole in cui è più facile iniziare una attività, ma è stata specialmente menzionata per il “miglior accesso a clienti potenziali” (62,26%), per il suo “buon accesso a fondi o finanziamenti” (32,08%), “buon accesso agli uffici” (32%) e per la “sicurezza” (28,30%).

Nonostante non figuri tra le 5 città più grandi del paese, Malaga ha superato Siviglia e Valencia nell’ordine di preferenza.  

L’Andalusia è risultata essere inoltre la regione autonoma spagnola con il maggior numero di città votate in questa speciale classifica. 

La sicurezza in Spagna

La Spagna è un paese complessivamente sicuro.

La sicurezza in Spagna è una tematica importante per chi si vuole trasferire.

Questo paese si caratterizza per essere una società pacifica e senza una violenza endemica.

Di fatto nel 2015 aveva un indice di criminalità tra i più bassi dell’unione europea, collocandosi al terzo posto tra i paesi più sicuri, superato all’epoca solo da Portogallo e Grecia, collocandosi al 25°mo posto nel mondo.

Nell’ultimo lustro ha perso qualche posizione, arrivando ad essere considerato il 31°mo paese più sicuro al mondo, posizionandosi giusto prima dell’Italia (che occupa il 32°mo posto) secondo i dati statistici del Global Peace Index.

Il totale dei paesi considerati in questo studio ammonta a 163 e copre il 99% della popolazione mondiale.

Il dato statistico è il risultato di ben 22 indicatori qualitativi e quantitativi, tra cui la tassa di omicidi, l’accesso alle armi, il terrorismo, le morti per conflitti interni e la fiducia nelle forze dell’ordine.  

Proprio in riferimento a quest’ultimo indicatore, analizziamo quali sono le istituzioni di polizia sul territorio spagnolo.

Dovuto alla struttura della pubblica amministrazione spagnola (divisa in nazionale, regionale autonoma e locale) vi sono tre corpi di polizia:

  1. le forze e i corpi di sicurezza nazionale dello stato, dipendenti dal governo spagnolo,nella fattispecie Guardia Civíl e Policía Nacional;
  2. i corpi di polizia, dipendenti dalle regioni autonome, es. la “Policía Canaria” o los “Mossos d’Esquadra” in Catalunya;
  3. i corpi di polizia dipendenti dalle corporazioni locali e dai comuni, normalmente la Policía Local o Guardia Urbana.

Le forze di polizia nazionale controllano tutto il territorio con competenze differenti: la Guardia Civíl, la più temuta in Spagna (essendo stata la guardia “franquista” all’epoca della dittatura), può essere assimilata alla polizia stradale italiana.

La Policía Nacional (più simile per funzioni all’arma dei carabinieri) si occupa più nello specifico di pattugliare le strade e controllare l’identità di chi pesta il suolo spagnolo.

Non ha caso i documenti di identità per locali e stranieri vengono rilasciati dagli uffici della Policía Nacional.

La Spagna ha sempre avuto in buona sostanza due grandi problemi: il terrorismo dei popoli indipendentisti (su tutti l’ETA, fortunatamente ad oggi solo un brutto ricordo) e la “violencia de genero”, quindi la violenza sulle donne, piaga sociale da queste parti.

Ricordiamo pertanto (e con piacere) che in questo paese vige una tutela molto forte per donne e bambini, con soglie di valutazione di pericolosità decisamente più basse che in Italia, quindi con un interventismo ed una rete di protezione molto efficaci.

I consigli che il ministero dell’interno diffonde per salvaguardare la sicurezza in Spagna sono pressoché gli stessi che siamo soliti ascoltare in Italia, con le medesime misure di prevenzione, dettate anche dal buon senso, nulla di più.

E’ importante ricordarsi che in Spagna il numero 112 centralizza tutte le chiamate di emergenza, mentre i numeri per il pronto intervento più comuni sono il 091 per la Policía Nacional ed il 092 per la Policía Local

 

Comprare casa in Spagna entro il 2022

Perché conviene comprare casa in Spagna entro il 2022?

Semplice: dal 1 di gennaio dell’anno 2022 entrerà in vigore una nuova norma che eleva il valore degli immobili a livello fiscale, rispetto al prezzo effettivamente pagato.

In concreto il compratore di un immobile in Spagna dovrà scontare le imposte che gravano sull’acquisto immobiliare in base al valore di mercato dell’immobile, anziché sulla base del prezzo pagato.

Ovviamente la normativa ha come esigenza primaria quella di ridurre l’evasione fiscale derivante dalla cattiva abitudine di dichiarare un prezzo inferiore rispetto a quanto effettivamente pagato, pratica ancora qui molto usuale fino ad oggi.

Le imposte effettivamente coinvolte dal cambio normativo sono tre: ITP (imposta di trasmissione patrimoniale, in pratica l’imposta di registro italiana), la AJD (imposta sugli atti giuridici documentati) e l’imposta di successione e donazione (ISyD).

Va considerato che questa nuova norma riguarderà soltanto le imposte pagate all’atto dell’acquisto, non saranno toccate invece l’Iva (in caso di acquisto di immobile nuovo) ne l’IBI, corrispondente all’IMU italiana.

La nuova base imponibile si chiama “valor de referencia del catastro” (da non confondere col vecchio e tuttora vigente “valor catastral”) e viene calcolato direttamente dalla direzione generale del catasto spagnolo.

Tale valore sarà determinato in funzione del prezzo effettivamente pagato per compravendite immobiliari già avvenute davanti al notaio per immobili con caratteristiche catastali similari.

Ogni anno ciascun comune aggiornerà i valori immobiliari e li renderà disponibili attraverso la sede elettronica del catasto a partire dall’anno 2022.

C’è una notizia positiva in tutto ciò: esiste una piccola speranza che questa riforma venga successivamente annullata.

La regione autonoma di Castilla-La Mancha infatti ha fatto da apripista come regione pilota durante gli ultimi 6 anni, dove già si è applicata questa normativa.

Ebbene, il suo proprio tribunale economico-amministrativo regionale si è già espresso ritenendo inapplicabile la norma in quanto prescinde dalle circostanze specifiche dello stato in cui si trova l’immobile rispetto ad altri similari

Per non saper ne leggere ne scrivere…se avete deciso di fare un acquisto immobiliare e siete pronti per comprare casa in Spagna, meglio farlo entro il 2022!