I requisiti per affittare la vostra casa ad uso turistico

Se alquila....
I requisiti per affittare la vostra casa in Costa del Sol

Abbiamo già avuto modo di trattare il tema degli affitti ad uso “vacacional”, oggi vogliamo approfondire i requisiti per affittare la vostra casa ad uso turistico in Costa del Sol. Tutte le case ad uso residenziale possono essere convertite in abitazioni ad uso turistico, però il primo requisito essenziale è l’iscrizione al Registro del Turismo, poi va rispettata una serie di obblighi imposti nel decreto della comunità andalusa. Dopo aver acquisito la “licencia de primera ocupación”, con l’avvenuta iscrizione al registro suddetto bisognerà dedicarsi ad adattare la casa al fine che si vuole realizzare, quindi accogliere ospiti a scopo di lucro. Anzitutto l’abitazione dovrà garantire una certa ventilazione ed esposizione all’esterno o ad un patio e offrire la possibilità di oscurare le zone esposte alla luce del sole, dovrà necessariamente essere ammobiliata e dotata di impianto fisso di condizionamento dell’aria, non essendo ammessi apparati portatili a meno che l’appartamento non sia all’interno di un edificio considerato bene di interesse culturale (BIC), per il quale è prevista una esenzione all’obbligo di installare impianti fissi. Si dovrà poi destinare uno spazio dedicato, una sorta di angolo informazioni in cui porre all’attenzione degli ospiti brochure, guide, numeri di telefono e quant’altro li possa rendere edotti dei servizi che offre la zona in cui trascorreranno le loro vacanze, compresi fogli per esprimere il parere sull’abitazione, eventuali suggerimenti o reclami. La casa dovrà poi essere fornita di tutto il necessario per essere abitata, dalla biancheria nelle stanze da letto alla posateria in cucina, incluso un servizio di pulizia all’entrata ed all’uscita dei turisti. E’ bene sapere inoltre che in nessun caso è consentito ospitare più di quindici persone, e in ogni stanza da letto non possono alloggiare più di quattro persone. Nonostante la nuova legge in materia abbia lo scopo di dare un taglio a evidenti fenomeni di illegalità, l’economia sommersa in questo settore è ancora troppo diffusa, ed i motivi sono abbastanza chiari. In “primis”, il costo della licenza di prima occupazione in alcuni comuni raggiunge lo 0,9% del prezzo della casa, una cifra non proprio irrilevante, soprattutto quando si devono sborsare importi fino a 1.800 euro per ottenere tale documento, il che chiaramente spesso disincentiva i proprietari a farne richiesta. Altro problema è rappresentato dalle differenti regolazioni normative specifiche delle singole comunità autonome di Spagna, che non consentono a molti portali web di unificare le proprie offerte, laddove vi siano immobili dislocati in zone differenti. Certo è che questo fenomeno finora ancora troppo sommerso e incontrollato ha generato, soprattutto a Malaga e provincia, un eccessivo sfruttamento di tali abitazioni al punto che è difficile, molto difficile, trovare un’abitazione affittata per lunghi periodi (“larga temporada”), in quanto in città tutto viene destinato ad uso turistico, vista la grande redditività che possono garantire le seconde case. Al punto che  da più parti, con speciale riferimento alle associazioni di categoria come AEHCOS, si invocano ispezioni e controlli per tutte le case che vengono pubblicizzate nei portali specializzati, affinché quelle non a norma siano sanzionate, soprattutto nel momento in cui non espongono nell’annuncio il numero di iscrizione al registro del Turismo. Ovvia questa richiesta da parte di associazioni che raggruppano operatori professionali del settore, coloro che gestiscono appartamenti turistici, quindi numeri importanti di abitazioni destinate per definizione ad accogliere turisti durante tutto l’anno, e non solo per un corto periodo di tempo, come le case ad uso turistico di cui stiamo parlando, gestite spesso da privati. Gli esperti ritengono comunque che la nuova legge sia abbastanza completa, migliorabile di certo, ma comunque ci vorrà ancora del tempo affinché le singole abitazioni riescano a soddisfare tutti i requisiti necessari all’iscrizione nel Registro del Turismo, nella speranza che anche i controlli e le ispezioni diano il tempo ai proprietari di adeguarsi alle nuove normative di riferimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.