L’assicurazione auto in Costa del Sol

Si si…lo so…verrebbe da dire: ma perché parlare dell’assicurazione auto in Costa del Sol, quando ci sarebbero mille altri argomenti molto più leggeri, naturalistici e piacevoli su cui disquisire qui in Costa? Ebbene questo blog nasce con l’intento di fornire informazioni non soltanto di carattere turistico e commerciale ma anche legale e relative, come dire, alla vita quotidiana di tutti noi, sulla base di quelle che sono state e saranno le nostre esperienze sul territorio. Il tema poi non riguarda solamente la Costa del Sol, ma l’intera Spagna, e francamente dopo il secondo tamponamento a distanza di pochi mesi che subiamo…bhe…abbiamo capito un po come funziona il sistema assicurativo e risarcitorio e vorremmo condividerlo con i nostri lettori che qui vivono o si vogliono trasferire.

Allorché fummo tamponati la prima volta, la nostra agente assicurativa ci disse che nonostante fossimo totalmente non colpevoli, la nostra “amica” assicurazione ci avrebbe alzato la polizza del premio il prossimo anno. Ovviamente restammo basiti e dubbiosi, visto che non era (e non è) nella nostra mentalità accettare di scontare l’errore altrui sulla nostra pelle, con l’innalzamento del costo assicurativo. Caso ha voluto che a dissipare questo dubbio ci pensasse un secondo tamponamento, che ci ha visti ahimé ancora protagonisti e senza alcuna colpa, per la seconda volta. Questa volta ci siamo tutelati, anche perché essendo noi assicurati con la prima e più importante società assicurativa di Spagna, ci siamo ritrovati ad avere la stessa controparte assicurativa in entrambi i sinistri, e ciò avrebbe potuto far sorgere delle ulteriori complicazioni. Ci siamo rivolti pertanto ad un legale che ci ha fatto conoscere un “mondo nuovo”, a noi finora sconosciuto: quello per il quale i propri clienti sono i primi nemici per le società di assicurazione.

A seguito infatti di una convenzione stabilita dall’UNESPA, l’associazione che aggrega le imprese di assicurazione in Spagna, si è pattuito di comune accordo che i danni arrecati al proprio cliente ad opera di una controparte colpevole di aver determinato un incidente stradale, devono essere risarciti alla parte lesa direttamente dalla propria compagnia assicurativa, che divide il risarcimento in tre tipologie di “spesa”: danni materiali, spese mediche e spese legali. Di queste, solo una viene rimborsata dall’assicurazione “in torto”, e si tratta dei danni materiali. Le altre due tipologie di spesa, con particolare riferimento a quella relative alle prestazioni sanitarie, sono sostenute e restano a carico della propria assicurazione.

Ma quindi la controparte cosa effettivamente va a “risarcire” alla parte lesa? Ovviamente l’indennizzo a seguito dell’assenza dal posto di lavoro, quello relativo all’obbligo di prosecuzione delle cure mediche per la totale guarigione ed infine quello relativo alle lesioni permanenti. In Spagna esistono quattro gradi di gravità delle ferite riportate in un incidente stradale, di seguito indicati:
– PPMG: danno personale (perjuicio personal) molto grave, per il quale è riconosciuto un rimborso assicurativo di euro 100 al giorno;
– PPG: danno personale grave, per il quale è riconosciuto un rimborso assicurativo di euro 75 al giorno;
–  PPM: danno personale moderato, per il quale  viene riconosciuto l’importo di euro 52 al giorno;
–  PPB: danno basico, il cui risarcimento ammonta ad euro 30 al giorno.

Il PPM,  meglio conosciuto come “baja laboral”, è decisamente quello tipico e più risarcito in un incidente stradale, in quanto gli incidenti con danni moderati sono i più frequenti. Normalmente, quando si viene coinvolti in un incidente di traffico si ricorre alle cure mediche di pronto soccorso e ci si reca poi dal medico di famiglia, che qui in Spagna rilascia appunto un documento attestante l’inabilità temporanea al lavoro, da consegnare al proprio datore di lavoro. Nel momento in cui il medico ritiene che siamo in grado di riprendere l’attività lavorativa, ci consegna il documento di “alta laboral”, con il quale possiamo riprendere a lavorare, ma non sempre significa che siamo del tutto guariti. Qui subentra, per i successivi giorni, il periodo di copertura basica, da 30 auro giornaliere, fino alla totale guarigione, periodo nel quale comunque siamo ritenuti idonei a lavorare, pur proseguendo le eventuali cure o sessioni di fisioterapia, per fare un esempio.

Orbene, tornando alla propria assicurazione, nel momento in cui siamo vittime nostro malgrado di un incidente, rappresentiamo da quel momento comunque un costo anche per la nostra stessa assicurazione, che dovrà rimborsarci tutte le spese mediche sostenute, ma anche (e non sono proprio irrilevanti) le spese legali, la cui copertura viene direttamente da noi contrattata e pagata direttamente con la polizza che sottoscriviamo alla decorrenza della copertura. Ora normalmente l’atteggiamento delle assicurazioni, ed in particolare della nostra (che copre il 60% circa del mercato assicurativo spagnolo, evidentemente molto conosciuta e con numeri impressionanti), è quello di “sfinire” il proprio cliente, ossia fargli attendere tempi biblici per indennizzarlo, in modo da disincentivarlo, in caso di successivi piccoli tamponamenti ed incidenti minori, a intraprendere qualsiasi nuova strada risarcitoria, che comporterebbe altra perdita di tempo e inutili mal di fegato per il malcapitato. Ciò anche perché normalmente la copertura del costo legale che si va a sottoscrivere al momento della firma del contratto con la propria assicurazione è piuttosto bassa, la minima (es. 600 euro), in modo che il premio da pagare risulti il più basso possibile. Peccato che quando accade poi di essere vittima di un incidente per combattere tempi lunghi di risarcimento e proposte risarcitorie minime è necessario (qui in Spagna dicono fondamentale) rivolgersi ad un legale, i cui costi non sono mai coperti in toto dalla “franchigia” che noi stessi abbiamo pattuito. In buona sostanza anche se subiamo passivamente un incidente d’auto, la nostra assicurazione normalmente (non è detto che avvenga sempre con un solo sinistro, ma spesso è così) aumenta il costo della polizza per l’anno successivo, e anche cambiando società di assicurazione, nella banca dati centrale dell’UNESPA noi risultiamo essere dei “cattivi” assicurati, portandoci dietro un onere che in realtà non ci appartiene.

In conclusione vogliamo condividere alcuni suggerimenti utili per la stipula di un contratto assicurativo in Spagna, per i veicoli a motore:

a) MAI affidarsi ad assicurazioni “on line”, perché molto spesso a fronte di polizze a basso costo, accade che in caso di sinistro i legali debbano anticipare costi telefonici onerosi per vostro conto al fine di parlare con la sede centrale raggiungibile solo telefonicamente a costi non proprio economici, che regolarmente vi vengono riaddebitati nelle loro fatture;

b) Contrattare, in fase di stipula della polizza, una cifra adeguata (non proprio la minima) per quanto riguarda la copertura legale, perché sarà la nostra futura personale franchigia che avremo a disposizione per farci rimborsare dalla nostra assicurazione le spese del legale che avremo incaricato per ottenere più rapidamente ed “equamente” il nostro indennizzo; inoltre sarebbe bene accertarsi se tale cifra copre il solo conducente o ogni singolo passeggero del veicolo, in quanto il legale farà fattura per ogni “testa” presente sulla vettura, e (come accaduto a noi) può essere che la franchigia valga solo per il conducente, dovendo poi invece sopportare interamente i costi del legale per ogni singolo passeggero;

c) in caso di incidente recarsi sempre presso l’unità di “traffico” di ospedali e cliniche private, perché il pubblico normalmente richiede molto più tempo per definire una pratica di incidente stradale, ricordandosi sempre che è risarcibile il solo danno emerso ed accertato nelle 72 ore successive all’evento, quindi guai a perdere tempo!

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