Lavorare in Costa del Sol

Lavorare in Costa del Sol è il desiderio di molte persone che ci scrivono e che ci chiedono suggerimenti in merito alla loro personale situazione, al fine di realizzare un trasferimento ed un cambio di vita. Abbiamo deciso così di dedicare un articolo a questo argomento, facendo una debita precisazione: noi non ci occupiamo di fornire un servizio di ricerca di lavoro dipendente per italiani che qui si vogliono trasferire, in quanto non ne abbiamo le competenze ed il tema è talmente delicato che non vogliamo creare vane speranze a nessuno. Quanto riportiamo di seguito è il frutto della nostra esperienza vissuta personalmente ed attraverso le persone che abbiamo conosciuto e che qui lavorano da anni, quindi non vuole essere ne esaustiva ne rappresentativa della realtà assoluta, sarebbe pretendere troppo. Di seguito riportiamo quindi informazioni e suggerimenti speriamo utili a chiunque voglia provare ad inserirsi nel mercato del lavoro dipendente della costa malagueña.

Dalla categoria “lavoro” che trovate nella homepage del blog avrete potuto constatare come la Costa del Sol sia una delle zone turistiche più importanti d’Europa, quindi è innegabile il fatto che le maggiori opportunità di lavoro siano attinenti al settore turistico, che non si esaurisce solo nel canale horeca (quindi hoteleria, ristorazione, catering ecc…) ma include altri settori, tra i quali spicca quello immobiliare. Il requisito essenziale, comune direi a (quasi) tutti i posti di lavoro vacanti, è costituito dalla conoscenza delle lingue, con particolare riferimento all’inglese. Maggiore e approfondita è la sua conoscenza, a livello scritto ma soprattutto parlato (conversazione), maggiore è la possibilità di essere presi in considerazione in una fase di selezione. La conoscenza di questa lingua fornisce un vantaggio competitivo notevole, soprattutto nei confronti della maggioranza dei potenziali concorrenti spagnoli. L’inglese è praticamente richiesto in tutti i settori ed in tutte le mansioni, anche quelle di natura amministrativa, proprio perché questa costa è una “colonia inglese” e qui confluiscono persone e lavoratori da tutto il mondo, ma anche aziende multinazionali (per lo più insediate nella “Malaga Valley”). Camminando per strada, entrando nei bar, frequentando uffici pubblici e non, bussando alle porte delle case…dovunque andiate sarà impossibile non trovare gente che parla inglese, anche non come lingua madre, pertanto è facile capire come anche nel settore del commercio e dei servizi sia un requisito imprescindibile. Infatti se c’è una cosa che manca da queste parti è l’industria: non crediate di venire qui a fare gli operai, perché qui nulla viene prodotto (o molto poco), non esistono le classiche manifatture a cui siamo abituati, specialmente nel nord Italia. Ma altre lingue sono spesso apprezzate e richieste unitamente all’inglese, normalmente il tedesco, il francese o il portoghese, ma qualora si conoscesse l’arabo (data la vicinanza geografica e commerciale con il Marocco) moltissime porte in più si aprirebbero. Ci siamo soffermati sulle lingue perché la loro conoscenza a nostro parere è determinante a livello trasversale, quindi in ogni ambito e mansione.

E lo spagnolo? Verrebbe da dire che la sua conoscenza è data per scontata, anche se, considerata la sua somiglianza con l’italiano, siamo in grado di farci capire in quasi tutte le situazioni; riteniamo comunque opportuno che almeno una conoscenza basica debba essere messa in conto prima di trasferirsi, anche perché se il colloquio di lavoro non fosse in inglese, sicuramente sarebbe in spagnolo…ma qui il castigliano “fino” (come mi dicono alcuni amici locali) lo parlano in pochi, la parlata andalusa è molto veloce e con uso di locuzioni dialettali e tipiche della zona, quindi capirlo non è sempre così semplice. Questa lingua comunque la si può apprendere anche in loco, con poche decine di euro si può accedere a corsi comunali di durata annuale, con ovvio impatto però sulle tempistiche di inserimento nel mondo del lavoro locale.

Un’abilità molto apprezzata e richiesta è quella inerente l’arte culinaria, quindi disporre di un diploma di studi alberghiero, di esperienza nella cucina tradizionale italiana, possedere qualifiche come chef, cuoco o aiuto cuoco, ma anche come capo partita, manager di sala, sommelier, receptionist ecc… consentono un più rapido inserimento data l’elevata concentrazione di resort e hotel nella costa, per non parlare dei numerosissimi ristoranti italiani, dove molto spesso i proprietari non sono neppure nostri connazionali, ma utilizzano il “brand” Italia del food conosciuto nel mondo per attirare clientela, salvo poi ricercare lavoratori italiani anche in cucina per dare un fondamento alla loro attività. Se invece ci si accontenta di lavorare negli alberghi come inservienti, è giusto sapere che la figura della “camarera de piso”, quindi dell’operatrice ai piani nelle stanze d’albergo (quindi per intenderci chi pulisce e riordina le camere), è molto richiesta, ma per vincere la fortissima concorrenza dei locali ci vuole adeguata esperienza e soprattutto qualità e velocità nelle operazioni di pulizia, altrimenti si viene tagliati fuori. Ma la qualità è un concetto che vince sempre da queste parti: dal pizzaiolo capace di sfornare un numero importante di pizze ben fatte, al parrucchiere che abbina velocità e arte creativa tipicamente italiana (particolarmente amata dagli stranieri), in molti lavori manuali è possibile individuare una propria collocazione, anche all’interno di complessi turistici internazionali, resort, spiagge “vip” e qualsiasi altro contesto in cui necessitano differenti capacità al servizio della variegata clientela internazionale.

Ma le possibilità di lavoro si possono trovare anche facendo una ricerca presso le aziende collocate nella cosiddetta “Malaga Valley”, alle dipendenze di una delle molte multinazionali che vi sono insediate. Qui però necessitano competenze più elevate, sia in termini di studi effettuati che di esperienze acquisite. Le competenze più ricercate sono quelle informatiche, tecnologiche, della comunicazione, della programmazione e dell’analisi di dati, sempre senza prescindere da una ottima conoscenza della lingua inglese. Oppure si possono passare in rassegna le moltissime aziende commerciali presenti nei vari e diffusi poligoni industriali (in realtà commerciali) che si possono trovare nell’immediata periferia di Malaga e nei comuni della sua cintura. Qui abbondano aziende dedite al commercio all’ingrosso ma anche all’import/export di mercanzie varie, che a volte sono alla ricerca di figure professionali esperte nella compravendita di merci con paesi esteri, comunitari e non, ma anche di semplici operatori commerciali per il territorio nazionale.

Alcuni ci chiedono se esiste un servizio di collocamento specifico per gli stranieri. Ebbene, esiste il “Servicio Andaluz de Empleo”, un ufficio pubblico che assolve a questa funzione, aperto a tutti, spagnoli e stranieri che si sono “empadronati” (quindi vivono effettivamente) all’interno del comune di riferimento scelto. Questo ufficio provvede a raccogliere i dati personali per creare un profilo consultabile dalle aziende iscritte e ad inserire il richiedente in un percorso di affiancamento dove, grazie ai consigli di un “formatore”, attraverso alcuni incontri vengono fornite le informazioni e gli strumenti per aiutare il candidato nella ricerca di lavoro, oltre che segnalare opportunità concrete in relazione alle sue esperienze e competenze. Nello specifico riteniamo particolarmente utili i suggerimenti che forniscono in merito alla predisposizione del curriculum vitae, che troppe persone sottovalutano, ma che è molto importante, specialmente qui dove i candidati li vogliono vedere in faccia prima ancora di parlarci personalmente! Quindi non dimenticatevi di apporre la fotografia, che in altri paesi è bandita per motivi discriminatori, ma qui è di rilevanza assoluta… prima ancora di chiamare il candidato per un colloquio, i recruiter vanno a consultare il profilo Facebook e, ancora più importante, quello di Linkedin, quindi attenzione anche alla propria reputazione ed alla gestione social della propria immagine personale e professionale.

Fin qui abbiamo parlato della ricerca di un posto di lavoro dipendente nel settore privato, ma iscriversi al servizio andaluso di collocamento è utile (ed imprescindibile) anche qualora si volesse tentare la strada del posto pubblico, difficile ma non certo impossibile. Questa soluzione però comporta un iter differente: è obbligatorio infatti depositare all’ufficio la documentazione tradotta e omologata dei titoli di studio e delle qualifiche acquisite in Italia. Pertanto suggeriamo vivamente di richiedere, prima del trasferimento, agli istituti di competenza in Italia tutta la documentazione che potrà essere tradotta in loco senza problemi, ma poi dovrà essere eventualmente oggetto di omologazione per il riconoscimento del titolo o della qualifica professionale in Spagna.

Per concludere vogliamo rimarcare un concetto fondamentale: più alte e specifiche sono le competenze professionali e lavorative possedute,  più possibilità si hanno di emergere rispetto alle orde di concorrenti spagnoli che competono con voi per un posto di lavoro. La disoccupazione infatti in Spagna si colloca percentualmente tra le più alte d’Europa, per questa ragione chi viene qui generalmente porta con se un progetto di lavoro autonomo, d’impresa o professionale che sia. E’ necessario, a nostro avviso, dotarsi di una adeguata quantità di denaro che consenta di non dover vivere con l’ansia di trovare subito un’occupazione, considerando anche che il lavoro dipendente è generalmente remunerato con stipendi più bassi che in Italia, anche se il costo della vita, a onor del vero,  è più basso rispetto al Belpaese.

Forniamo di seguito alcuni portali web dove poter effettuare una ricerca di lavoro in Costa del Sol (e più in generale in Spagna), tra i molti:

www.sepe.es

www.malagaempleo.com

www.infoempleo.com

www.indeed.es

www.careerbuilder.es

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