FoodTruck a Torremolinos, in Costa del Sol

Questo week-end, che chiude oggi 31 luglio 2016, sarà ricordato per l’evento FoodTruck a Torremolinos, in Costa del Sol, tenutosi nel centro città. Per chi non lo sapesse, il FoodTruck altro non è che l’esercizio di una attività di ristorazione ambulante, quindi un business che già da molti anni è in voga negli Stati Uniti, ma è stato importato con successo anche in Europa, particolarmente in Gran Bretagna e Germania. Qui in Spagna lo Street Food si è sviluppato solo negli ultimi tre anni, con un ritardo di oltre due decenni rispetto alla sua nascita, come affermato dall’organizzatore dell’evento malagueño. La piazza principale è stata occupata da una decina di mezzi che hanno proposto cucina messicana, tedesca, spagnola e italiana. Un festival gastronomico e musicale che ha allietato una moltitudine di persone di varie nazionalità, con prezzi accessibili a tutti. Il folklore di questo appuntamento estivo è stato garantito dalla presenza di veicoli vintage, come caravan, furgoni e autobus di vari colori e stili, abbinati al tipo di gastronomia proposta. Ciò fa pensare che questo tipo di business in Costa del Sol (ma più in generale in Spagna) possa godere di terreno fertile, essendo un mercato sostanzialmente vergine. Il vero problema che ha determinato la scarsa diffusione di questi “ristoranti ambulanti” nel territorio iberico è costituito da un sostanziale vuoto legislativo spagnolo in materia sanitaria e di occupazione del suolo pubblico. Di fatto finora questi veicoli hanno potuto esercitare la loro attività solo in occasione di festival, eventi, o fiere gastronomiche, oppure in aree private. Questa limitazione pesante alla loro mobilità è peraltro sempre stata legata alla tipologia di prodotto offerto, perché gli spazi pubblici potevano essere liberamente occupati solo da venditori di castagne, churros e gelati. Ma allora non si tratta propriamente di un vuoto normativo, quanto della necessità di ampliare le norme già esistenti, per stare al passo con i tempi.

Fatta la debita premessa che le singole municipalità dettano i regolamenti da rispettare per questo tipo di esercizio commerciale ambulante, e che questi possono variare da città in città, quali sono i requisiti per aprire questa attività? Prima di tutto bisogna ottenere il “carné de manipulador de alimentos”, poi “darse de alta” all’agenzia tributaria locale con l’attribuzione del codice di attività di competenza, iscriversi alla Seguridad Social e pagare contributi, tasse municipali e l’assicurazione di responsabilità civile, assolvere gli adempimenti ordinari fiscali e contabili. Il veicolo deve poi essere omologato e possedere le debite certificazioni. Dovrà essere fatta richiesta ai comuni dove si vuole svolgere l’attività un permesso che precisi dove, quando e in quali fasce orarie potrà essere operativo il ristorante ambulante. Tra i vantaggi di questo tipo di attività giova sottolineare l’estrema flessibilità, la spontaneità e l’informalità di questo modo di pranzare o cenare, che si può godere in qualsiasi contesto, una festa di paese, un matrimonio, un evento sportivo o musicale, con costi tutto sommato ridotti. Il suo principale nemico? Oltre alle leggi (laddove non chiare e/o vessatorie) su tutti spicca il meteo, data la sua definizione di “cibo di strada”. Ma se c’è un territorio dove questo tipo di lavoro autonomo può prendere piede questo è proprio la Costa del Sol, per la sua particolare ubicazione geografica che garantisce un clima mite e poco piovoso tutto l’anno, con temperature che anche in inverno consentono di godere di un pasto per strada, di giorno o di notte.

Perché non optare per questa tipologia di business, anziché affannarsi a cercare un locale in affitto che magari richiede il pagamento di un oneroso “traspaso” ?  A voi l’ardua scelta…

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