Malaga città all’avanguardia e innovativa

Malaga città all’avanguardia e innovativa: questo il lato non più nascosto della capitale della Costa del Sol. Certamente conosciuta come meta turistica per milioni di persone, pochi sanno che Malaga si è consolidata come una delle città europee di riferimento per la mobilità sostenibile. Lo dicono i numerosi servizi e mezzi di trasporto che sono stati introdotti  in città poco a poco, che la rendono una vera e propria città “intelligente”. Durante lo scorso mese di settembre la capitale fu sede della Settimana Europea della Mobilità, evento creato per sensibilizzare e orientare i cittadini europei affinché scelgano di utilizzare mezzi di trasporto ecologici. E Malaga da anni ormai scommette su questa filosofia, al punto che è diventata la prima città di Spagna ad aver introdotto su due linee urbane rilevanti solo autobus elettrici-ibridi, dei quali 11 sono entrati in funzione proprio in occasione di tale manifestazione. Chiaramente il riscontro in termini di risparmio di combustibile sarà molto rilevante, si parla di 195.000 litri in un anno, con conseguente riduzione di emissioni di gas di scarico in maniera importante. Gli stessi cittadini malagueñi stanno maturando una coscienza eco-sostenibile e sono in numero sempre maggiore coloro che si recano sul posto di lavoro utilizzando le linee di autobus ecologici, ma anche la metro di Malaga che collega due zone importanti della città: il centro e l’Università. Con una tessera unica del consorzio di trasporti di Malaga i fruitori del servizio pubblico possono accedere ad entrambe le linee di trasporto pubblico. Ma non finisce qui: la città da sempre punta forte sui mezzi non a motore come la bicicletta elettrica, per questo motivo le recenti realizzazioni di piste ciclabili e di aree adibite al noleggio pubblico di questi mezzi hanno contribuito a moltiplicare per quattro l’utilizzo in città di questo veicolo economico per eccellenza. Inoltre il suo noleggio è molto semplice, basta registrarsi nella pagina web  http://malagabici.malaga.eu/webpublica/ con la tessera del trasporto pubblico municipale per disporre di una bicicletta pubblica con cui spostarsi in città e poi consegnarla in altra area pubblica abilitata. Il tema ecologico è fondamentale per questa città tanto che imprese private si dedicano a noleggiare auto in condivisione con altri conducenti durante la giornata, per ridurre il numero di veicoli inquinanti sulle strade ed evitare che molti, troppi veicoli restino parcheggiati inutilmente per le strade della capitale. In questa direzione, quindi verso uno spazio ed un ambiente sostenibile per tutti, si sta muovendo anche la giunta comunale che ha avviato lavori di riqualificazione di aree pubbliche, come la zona della Alameda Principal, il cuore di Malaga, che sarà convertita in uno spazio con zone verdi, percorsi pedonali e piste ciclabili, riducendo così di molto l’attuale passaggio veicolare inquinante.

Fonte: “Vidaeconomica” di ottobre 2017

CEDESI RISTORANTE DI CHARME IN MARBELLA CON ENOTECA

Cedesi ristorante italiano di charme in Marbella con enoteca, opportunità unica per ristoratori o manager che sappiano gestire clientela di un certo livello già acquisita in questi quasi due anni di attività! Trattasi di un locale unico nel suo genere, perché l’ambientazione ricercata con giochi di luce, quadri eleganti e dettagli raffinati ne fanno la meta prediletta di una clientela internazionale e locale di medio-alto rango; qui possono godere di uno spazio all’occorrenza a loro esclusivamente riservato per party, serate conviviali o cene d’affari, dove non si bada a spese ed il menù è sempre all’altezza, offerto da una cuoca esperta in cucina toscana di alto livello; ingredienti primari di qualità rigorosamente italiana, pesce fresco e vini pregiati e selezionati offerti dalla adiacente enoteca di proprietà sono il miglior biglietto da visita per clienti di ogni nazionalità, uomini d’affari, politici, golfisti, musicisti, insomma persone amanti del buon gusto italiano. Per l’allestimento di questo locale non si è badato a spese, come pure per la sua spinta commerciale e di marketing perché si è focalizzato verso il raggiungimento di un obiettivo ben preciso: creare un locale che potesse funzionare tutto l’anno, con clientela selezionata, una offerta qualitativamente alta e con attenzione per ogni dettaglio: dalla luce del bancone alle dimensioni di tavoli e sedie, dalla musica di sottofondo diffusa in sala all’opportunità, nelle calde e movimentate serate estive, di potersi godere una cena in intimità seduti su comodi divani in un “dehors” privato, per coccolare adeguatamente i clienti che non disdegnano così di spendere un po di più rispetto alla media. Del resto la poliedricità, il layout ricercato e le dimensioni di questo ristorante consentono di variarne il “vestito” per adattarlo ad ogni esigenza o richiesta da parte dei clienti, tra cui imprese e club sportivi privati. 

La fase di start-up di questo locale si è appena conclusa ed è venuto il momento di raccogliere appieno i frutti di molto lavoro, con una prospettiva immediata di alto rendimento se gestito da mani esperte di questo settore, quindi da persone che sappiano accogliere e viziare i clienti e che magari sappiano abbinare l’attività di ristorazione a quella di sommelier, per sfruttare l’enoteca creata a supporto dell’attività stessa ma funzionante anche come vendita all’ingrosso e al dettaglio, in quanto già dispone di permessi e di un progetto tecnico pronto per essere attuato. Le dimensioni del locale e la tipologia di clientela ne fanno una realtà adatta al massimo rendimento anche perché non impegnativa in termini di costi di gestione (a partire dal canone di locazione mensile), contando in circa 60 posti a sedere tra interno ed esterno, una cucina calibrata e totalmente attrezzata, insomma un locale dove il titolare può divertirsi ad intrattenere amici, clienti ed avventori. Il suo è il compito più impegnativo, ma anche quello più redditizio e di maggior prestigio e soddisfazione. La cessione di questo locale può riguardare le due attività commerciali o anche l’intero pacchetto societario, con tutti i vantaggi che ne conseguono, contrattuali e fiscali. La trattativa è riservata, non esitate a contattarci e saremo lieti di fornirvi tutti i dettagli del caso nel nostro ufficio ma solo se realmente interessati a rilevare qualcosa di unico, con un investimento importante alle spalle ed un grande futuro davanti a sé.

Per appuntamento: info@italianicostadelsol.it 

 

E’ FINALMENTE ARRIVATA LA RIFORMA DEL “RETA” !

E’ finalmente arrivata la riforma del “RETA” ! Dopo tanta attesa ora è ufficiale: la legge 6/2017 del 24 ottobre scorso contenente le riforme urgenti in tema di lavoro autonomo è stata pubblicata in data 25 ottobre sul bollettino ufficiale dello stato spagnolo (BOE), dando così attuazione immediata ad alcuni articoli mentre altre misure introdotte troveranno applicazione a partire dal nuovo anno 2018. In breve cerchiamo di riassumere i contenuti di questa riforma perché alcuni sono estremamente rilevanti per chi vuole aprire una personale posizione autonoma in Costa del Sol, come già scritto in un precedente articolo

Di seguito i punti essenziali della riforma:

  1. TARIFA PLANA – I nuovi “autonomi” che decideranno di aprire una attività economica a partire dal mese di gennaio 2018 godranno di una durata della “Tarifa plana” allungata a 24 mesi, rispetto agli attuali 18 mesi, con le seguenti modalità: nei primi 12 mesi pagheranno solo 50 euro, per i successivi 6 mesi la quota intera sarà ridotta del 50% (quindi pagheranno euro 137,97) e negli ultimi 6 mesi la riduzione ammonterà al 30% (quindi pagheranno euro 192,79); potranno accedervi per la prima volta coloro che non avranno versato contributi al regime autonomo negli ultimi due anni (contro i cinque previsti finora) e potranno di nuovo accedere al regime agevolato (per la seconda volta) coloro che avranno cessato la precedente attività almeno da tre anni.
  2. DEDUZIONI FISCALI  – saranno consentite deduzioni fiscali IRPF a partire da gennaio 2018 che prima non esistevano, tra cui il 30% dei costi per il sostenimento delle utenze domestiche (gas, acqua, elettricità, telefonia e internet) allorché si dichiari di svolgere la propria attività in casa, nonché i costi di vitto e alloggio sostenuti nell’esercizio della propria attività, sostenuti con mezzi elettronici e certificati da regolare fattura, euro 27,27 giornalieri sul territorio spagnolo o euro 48,00 se sostenuti all’estero.
  3. SISTEMA DI CONTRIBUZIONE – i contributi saranno versati per giorni effettivi di permanenza nel regime, quindi non più per mesi interi bensì per giorni a partire dalla data in cui si viene iscritti nel regime e fino a quella in cui si cessa di appartenere al “RETA”.
  4. SANZIONI PER RITARDATI VERSAMENTI – in caso di mancato versamento di una quota di contributi la sanzione applicata non sarà più pari al 20%, bensì al 10%, qualora si paghi entro il mese successivo.
  5. AUTONOMO SOCIETARIO – la quota relativa alla figura dell’autonomo societario non viene più vincolata al SMI e al gruppo A del Regimen General, così non sarà soggetta ad ulteriori aumenti in funzione delle dinamiche del regime ordinario di contribuzione, cui era finora legata, e potrà mantenere una sua autonomia.  
  6. MATERNITA’ O PATERNITA’ – le donne che dovranno interrompere il proprio lavoro autonomo causa maternità potranno rientrare nel regime senza che debbano trascorrere i due anni sopra menzionati; ma vi è di più: gli autonomi che saranno a riposo lavorativo per maternità, paternità, adozione o gravidanza a rischio godranno di uno sconto totale del 100% della quota contributiva, durante tale periodo, mentre finora dovevano continuare ad effettuare i pagamenti mensili; la stessa misura è prevista durante un anno di lavoro in caso di avere a proprio carico figli minori di dodici anni o familiari in situazione di dipendenza, purché venga assunto un lavoratore alle proprie dipendenze.
  7. RISCHIO LAVORATIVO – viene riconosciuto anche per gli autonomi l’incidente di lavoro “in itinere”, cioè quello accaduto nel tragitto di andata o ritorno dal luogo di lavoro.

Restano ancora alcune questioni che saranno dibattute da una apposita commissione di studio, come la contribuzione a tempo parziale per gli autonomi o il chiarimento del concetto di abitualità, però questa norma ha finalmente innovato un sistema di accesso al lavoro autonomo che da troppo tempo era in attesa di una riforma degna di questo nome.

 

Fonte: “El Economista.es”

 

IL “RETA” IN SPAGNA SARA’ FINALMENTE RIFORMATO?

IL “RETA” IN SPAGNA SARA’ FINALMENTE RIFORMATO? E’ questa la fatidica domanda che noi operatori del settore ci poniamo da molti mesi. Il “RETA” è il regime di contribuzione dei lavoratori autonomi in Spagna,  e la recente legge estiva che doveva riformarlo non ha provveduto ad inserire alcune delle rivendicazioni storiche e proposte presentate sul tavolo legislativo da parte dell’unione dei professionisti operanti nel settore del lavoro autonomo. Su tutte ricordiamo l’introduzione della quota super-ridotta per quei lavoratori autonomi che generano un fatturato minimo, proposta che comunque si trova attualmente sul tavolo di lavoro della commissione preposta a riformare integralmente il “Régimen Especial de Trabajadores Autónomos” (appunto RETA). L’argomento risulta di particolare interesse giacché tutti coloro che qui in Costa del Sol (e non solo) vogliono aprire una propria attività autonoma si imbattono prima o poi nel pagamento di questo onere contributivo mensile, sia come imprenditori individuali che come amministratori di società di capitali, le due figure più comuni. Ad oggi esiste una particolare agevolazione denominata “Tarifa Plana” che consente, rispettando alcuni requisiti, di risparmiare una discreta quantità di denaro nei primi 18 mesi di apertura di una nuova attività d’impresa in forma individuale, poiché il pagamento avviene per scaglioni semestrali in forma ridotta. A coloro che si affidano a noi per l’apertura dell’attività consigliamo sempre questa soluzione alternativa alla forma societaria, se non sussistono particolari esigenze di natura commerciale o economica di costituirsi come società, proprio perché consente di risparmiare denari utili in una fase di “start-up”. Però da sempre ci sono dei “vuoti normativi” in questa legge che non consentono ad esempio di includere gli amministratori di società in questa particolare agevolazione, oppure di effettuare un pagamento proporzionato ai giorni di contribuzione effettiva, tutti elementi che dovranno essere presi in considerazione. La proposta di riforma si basa in sintesi su tre punti essenziali: 

A) CONTRIBUZIONE IN PROPORZIONE AI RICAVI EFFETTIVI: ciò garantirebbe ai moltissimi piccoli lavoratori autonomi che iniziano a fare impresa o svolgere una attività professionale partendo da zero qui in Spagna (che poi sono la gran parte di noi italiani che in questo momento si trasferiscono qui in Costa del Sol a vivere in età lavorativa, cambiando vita) di ridurre l’importante sforzo di doversi mantenere all’interno di questo regime nei primi mesi o anni di apertura di una nuova attività, laddove manca ancora l’esperienza adeguata per ingranare da subito oppure semplicemente va costruito con il dovuto tempo un nuovo giro di clientela. Ovviamente la problematica non è semplice da risolvere in un paese dove il sommerso è ancora molto elevato, il governo deve introdurre dei meccanismi di controllo circa l’effettivo conseguimento dei ricavi dichiarati, questo il problema fondamentale.

B)   INTRODUZIONE DI UN REDDITO MINIMO ESENTE DA CONTRIBUZIONE: sarebbe opportuno in un paese dove il reddito mensile medio dei lavoratori autonomi è di poco superiore ai 750 euro (dati del 2014), valore appena al di là del salario minimo (SMI) che in Spagna ammonta ad euro 707,60, per questo motivo urge un criterio economico chiaro in merito all’obbligatorietà di pagare il RETA, esigenza rafforzata dal dato emerso dalla federazione nazionale delle associazioni dei lavoratori autonomi in Spagna secondo cui un lavoratore autonomo su quattro incassa meno di 900 euro.

C) RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO DI “ATTIVITA’ ABITUALE”: lo svolgimento dell’attività autonoma in forma abituale è attualmente un requisito imprescindibile per essere assoggettati al pagamento dei contributi previdenziali dei lavoratori autonomi (del resto coincidente con il requisito richiesto per l’assoggettamento all’IVA che ricordiamo essere una imposta europea, non solo spagnola o italiana), però resta un concetto giuridico indeterminato legato solo al parametro della continuità nel tempo, che non pare sufficiente a disciplinare alcuni casi e andrebbe meglio definito con criteri più specifici ed oggettivi.

Sarà finalmente l’anno 2018 quello in cui assisteremo ad una riforma veramente totale di questo regime contributivo? Ce lo auguriamo tutti, visto che per noi italiani in Costa del Sol resta un adempimento piuttosto oneroso e antipatico, ma non solo per noi evidentemente…

Fonte: “El Economista.es”

Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol?

Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol? Questa è la domanda ricorrente anche in questo periodo da parte di chi ci contatta o ci viene a trovare per capire come trasferirsi in Costa del Sol. E’ meglio investire da subito nell’acquisto di un immobile ad uso residenziale oppure optare per l’affitto in modo da monitorare il mercato locale prima di esporsi finanziariamente? Il mercato immobiliare in Costa del Sol dopo nove anni di crisi economica sta incominciando a risalire, seppur in maniera timida, però i segnali di questa rinascita sono costanti. In realtà questo fenomeno sta coinvolgendo tutta la Spagna, ma gli effetti più importanti in Andalusia si registrano proprio in questa nostra provincia il cui volume di compravendite raggiunge il terzo di tutte le vendite effettuate nella regione più grande della penisola Iberica.  All’interno della provincia malagueña a sua volta le vendite numericamente più rilevanti si sono registrate nei comuni di Torremolinos, Benalmadena, Fuengirola, Marbella ed Estepona. Ovviamente come sempre accade al risvegliarsi del mercato immobiliare cominciano a lievitare anche i prezzi (seppure in misura ancora modesta). Un dato significativo è la diversa tipologia di case e quindi il diverso costo d’acquisto in relazione alla zona di ubicazione: il litorale di Marbella fino a Manilva in prima linea di mare è caratterizzato da abitazioni di lusso di ampia metratura (anche oltre i 300 mq), specie in prima linea di mare, quindi con prezzo decisamente più elevato rispetto alla costa Est di Malaga, l’Axarquía, tra Nerja e Rincón de la Victoria dove a parità di metrature i prezzi scendono di quasi il 50% rispetto alla lussuosa costa Marbellina, per finire con l’area tra Torremolinos e Mijas Costa dove il prezzo mediamente è il più economico di tutta la Costa del Sol. Nonostante il settore si stia rivitalizzando l’offerta di nuove costruzioni è molto ridotta. Il mercato immobiliare della Costa del Sol è quasi interamente costituito da case di seconda mano, fatta eccezione per il litorale di Marbella dove esiste un maggior livello medio di stock di nuove costruzioni a destinazione turistica. Le imprese di costruzione hanno infatti in progetto la realizzazione di 300 unità abitative in Estepona, 150 in Marbella e 100 in Manilva. Che la Costa del Sol sia meta incontrastata a livello europeo per cambiare vita lo dimostrano i numeri: nello scorso 2016 il 34% delle case vendute in provincia di Malaga è stato acquistato da stranieri, ben 8922 unità, il che pone questa città al vertice tra le città spagnole in quanto a destinazione prediletta da cittadini di ogni parte del mondo, non solo europei. Fatta questa breve panoramica sullo stato attuale del settore immobiliare in Costa del Sol torniamo al quesito di partenza: è questo un buon momento per acquistare un immobile in Costa del Sol? A parere del direttore dell’IPE, è finito il periodo in cui si diceva “non comprate oggi…che domani sarà più economico”, è invece iniziato il periodo del “compra oggi che domani sarà più caro”. Ma è meglio comprare o affittare casa? A questa domanda fino a qualche mese fa avrei risposto con certezza, meglio non arrischiarsi subito con l’acquisto ma tastare prima la locazione; ora i tempi sono cambiati e questo mercato immobiliare così peculiare e rapido nelle sue modificazioni ci dice che oggi effettivamente è più semplice trovare una soluzione in acquisto che in affitto per “larga temporada” quindi ad uso residenziale. Infatti l’afflusso di turisti che hanno preso d’assalto questa costa nell’ultimo triennio ha comportato un cambiamento nelle preferenze dei proprietari di seconde case in costa, che per raggranellare più quattrini hanno accettato di lasciarle vuote per pochi mesi ma realizzare il massimo con affitti di “corta temporada”, quindi ad uso turistico, seppur ciò comporti maggiori costi di gestione; anche per questo motivo la regione Andalusia ha introdotto una specifica norma da rispettare per poter affittare casa per breve periodo ad uso turistico, come già abbiamo illustrato in un articolo precedente, in modo da “regolarizzare” l’enorme sommerso che caratterizza questo business. Seppur i prezzi stiano salendo nell’acquisto si possono ancora trovare ottime occasioni a discapito dell’affitto residenziale dove i prezzi non accennano a diminuire e le soluzioni a disposizione non sono sempre le migliori. Comunque per rispondere al quesito si potrebbe dire che dipende dalle necessità di ciascun individuo e dalla capacità di adattamento, visto che in Costa del Sol la prima soluzione scelta in locazione non è quasi mai quella definitiva, l’importante è muoversi in modo corretto ed affidarsi ad agenzie qualificate e serie. Difficile trovare una “vivienda” in affitto che rappresenti la scelta definitiva magari anche da acquistare con “opción a compra”, anche perché nella locazione è indubbio che il coltello dalla parte del manico è sempre nelle mani del proprietario (qui ne capirete i motivi); diversa la situazione per l’acquisto, laddove non vi è una enorme concorrenza di pretendenti e perciò aumentano i margini di trattabilità, anche in funzione di una crisi immobiliare che ha devastato il settore qui in Spagna dal 2007 in avanti e che ha portato la provincia di Malaga ad essere una tra le province spagnole con il maggior stock di invenduto immobiliare, ad onor del vero ciò anche per effetto di una percentuale di costruito estremamente alta. In ultimo che dire…che veniate per acquistare o per locare la vostra nuova casa, l’importante è esserci e godere della miglior qualità di vita che può fornire la città di Malaga e tutta la Costa del Sol !

Fonte: “Vidaeconomica” n. 45 – settembre 2017

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna, l’avreste mai detto? Eppure dati alla mano questa è la realtà, così si evince analizzando l’Indice del costo della vita elaborato da “Numbeo“, che prende come riferimento base la città di New York negli Stati Uniti d’America. Questo indicatore considera il prezzo dei beni di consumo nella città, includendo prodotti alimentari, ristoranti, trasporti e i servizi pubblici. Inoltre prende in esame anche il costo della casa, sia con riferimento ai mutui che agli affitti. In questo modo per ogni indicatore individuale si prende come riferimento il costo relativo alla città americana, a cui viene attribuito un indice pari a 100, che viene comparato con il costo della città che si vuole analizzare. I realizzatori di questo studio spiegano che laddove una città ha un indice del costo della vita pari a 120, significa che “Numbeo” stima che tale parametro è del 20% più caro rispetto a quello di New York. Poi, calcolato il salario medio della città in esame, il modello determina quale sia il potere di acquisto dei cittadini per comprare beni e servizi . Se il potere d’acquisto è pari a 40, significa che gli abitanti di questa città con il salario medio possono comprare un 60% in meno di beni e servizi abituali rispetto ai residenti della città di New York, con il loro salario medio. In questo modo Malaga raggiunge un punteggio de 104,23, superando anche la base di riferimento costituita dalla metropoli americana. Ciò significa che, con lo stipendio medio della capitale della Costa del Sol, i malagueñi possono comprare un 4,23% in più di beni e servizi rispetto ai newyorkesi, con il loro salario medio. La capitale andalusa è l’unica città spagnola che supera New York. Dopo di lei a seguire in questo particolare ranking si collocano le città di Bilbao e Granada, con un indice rispettivamente di di 91,88 e 88,48. Madrid e Barcellona, che usualmente fanno da riferimento in questo tipo di classifiche, occupano la quinta e sesta posizione, rispettivamente. Ora è bene fare una precisazione: questa classifica non deve far intendere che gli abitanti di Malaga siano più ricchi e spendaccioni degli amici madrileni o catalani, semplicemente considerando il reddito medio locale gli acquisti fatti per i beni di consumo in Costa del Sol possono essere superiori di un 4,23% rispetto a quelli che vengono effettuati a New York, anche se in valore monetario assoluto sia i costi che i redditi sono molto diversi fra le due città, è evidente. Da ciò consegue che gran parte dei costi in questo tratto di costa sono decisamente sopportabili, incidendo in misura inferiore rispetto alle altre località di Spagna, incentivando la spesa e permettendo così all’economia di beneficiare di una dinamica in continuo movimento, fenomeno che crea a sua volta ricchezza spendibile. Purtroppo questo rapporto tra reddito medio e capacità di spesa non è sempre in equilibrio o addirittura con segno positivo come in questo caso, men che meno in questo momento storico in Italia, dove nel nostro ultimo recente viaggio abbiamo potuto constatare un peggioramento costante della situazione, quantomeno al nord Italia, ma questa è un’altra, triste, storia…

Fonte: “El Economista” del 19/05/2017

La Costa del Golf

 

 

La Costa del Golf è il secondo nome della Costa del Sol, in quanto ben rappresenta l’anima sportiva e bucolica di questa costa andalusa. L’ Andalusia conta 120 campi da golf di cui ben 74 sono ubicati nel solo litorale malagueño, rendendolo così la destinazione preferita dai golfisti di tutta Europa. In questa terra si celebrano tornei di livello mondiale, dalla Ryder Cup ai campionati del mondo, passando per i Masters ed altri tornei di rilievo. La maggior parte dei turisti del golf proviene dalla Gran Bretagna, ma i frequentatori dei campi da golf vengono un po’ da tutto il continente e non si fermano alla pratica sportiva, ma dichiarano di voler godere del clima salutare tutto l’anno, del sole, della spiaggia, del turismo culturale e gastronomico. Durante questa estate si sono svolti molteplici tornei in Costa del Sol, che culmineranno per la seconda edizione consecutiva con l’Open femminile di Golf, in calendario nella seconda metà del mese di settembre. Quasi la metà di tutti i tornei andalusi in calendario in questa estate sono stati organizzati in Costa del Sol, tra il Club de Golf Guadalhorce, El Parador Málaga Golf e il Golf Club de Torrequebrada si sono svolti e ancora si svolgeranno tornei di alto livello, come pure Flamingos Golf, Añoreta Golf  e Baviera Golf accoglieranno eventi e tappe di questo tour estivo quanto mai intenso per questa pratica sportiva, fino al meraviglioso contesto che il Golf club Los Naranjos, a Marbella, può offrire ai suoi ospiti golfisti. Insomma l’offerta è davvero incomparabile ed in questo contesto si sviluppa di pari passo una offerta sempre più ricca nel settore Ho.Re.Ca. che giova non solo ai clienti dei vari circoli sportivi e ricreativi di golf ma più in generale a tutti i visitatori e turisti della provincia di Malaga. 

Fonte: www.soldigital.es

EVENTO GRATUITO WINE & FOOD IN MALAGA

Evento Wine & Food in Malaga

Evento gratuito “Wine & Food” in Malaga: il giorno 24 luglio 2017 si terrà il primo evento organizzato da “WYYN.IT” in collaborazione con “italianicostadelsol.it” dove oltre venti aziende italiane rinomate presenteranno i loro prodotti eno-gastronomici tipici regionali, di qualità certificata, presso il ristorante italiano “La Chimenea”, in calle Pacifico 39. Si apre così un ciclo importante di incontri tra produttori, importatori, distributori commerciali e più in generale tra tutti gli operatori del canale Ho.Re.Ca. che consentirà, in diverse tappe, di far conoscere in terra spagnola specialità regionali del Belpaese direttamente offerte in degustazione gratuita dai produttori con la preziosa regia di “sommeliers” professionisti, i quali accompagneranno i visitatori negli assaggi di vini abbinati a sapori genuini di pasta fresca e secca, formaggi, prodotti da forno, conserve e quant’altro possa stuzzicare il palato di veri gourmet. 

Di seguito forniamo l’elenco completo delle aziende partecipanti all’evento, con la relativa pagina web:

AZIENDA   REGIONE  SITO PRODOTTI
PANIFICIO VILLONE BASILICATA WWW.VILLONE.IT BISCOTTI ARTIGIANALI
CANTINA EDOME’ SICILIA WWW.CANTINEEDOME.COM VINO BIOLOGICO DI  ETNA
TEN.CAVALIER PEPE    CAMPANIA WWW.TENUTAPEPE.IT VINI DI IRPINIAAVELLINO
AZIENDA NESCI REGGIOCALABRIA WWW.AZIENDANESCI.IT VINI DI ZONA PALIZZI M.   
AZ.VALLE ISARCO BOLZANO WWW.EISACKTALEKELLEREI.IT VINI BIANCHI E ROSSI
AZIENDA IASA CAMPANIA WWW.IASA.IT CONSERVE DI TONNO
AZ. POGGIO RIDENTE CAMPANIA WWW.POGGIORIDENTE.IT  VINO LACRYMA CRISTI
AZ.TENUT BIANCHINI CAMPANIA WWW.TENUTABIANCHINO.IT  PRIMITIVO E FALANGHINA
DELIZIE&CAPRICCI SICILIA WWW.DELIZIEECAPRICCI.COM LIQUORI E CREME
0AZIENDA TOSI OLTREPO’ PAVESE WWW.VINITOSI.COM VINI BIANCHI E ROSSI
AZ.GERMINIA SRL CAMPANIA WWW.CALISPA.IT CONSERVE VARIE
TARALLI. MEDITER. CAMPANIA WWW.TARALLIFICIOMEDITERRANEO.IT TARALLI VARI TIPI
MANNUCCI DROANDI TOSCANA WWW.MANNUCCIDROANDI.IT  CHIANTI CLASSICO E RIS.
FRANTOI BERRETTA SICILIA WWW.FRANTOIBERRETTA.COM OLIO DOP E BIO
AZ. TORLEANZI PUGLIA WWW.TORLEANZI.IT VINI BIANCHI E ROSSI
AZ. LA ROSINA CAMPANIA WWW.LAROSINA.COM CONSERVE VARIE
AZ.CANTINE VIRGILI LOMBARDIA WWW.CANTINEVIRGILI.COM VINO LAMBRUSCO
 TERRA DI PUGLIA CAMPANIA WWW.PRODOTTIDELIZIOSA.IT MOZZARELLA  E BURRATA
CASEIFICIO IOVINE CAMPANA WWW.CASEIFICIOARTIGIANALE.IT MOZZARELLA DI BUFALA
PASTA MONTANARA CAMPANIA WWW.PASTAMONTANARA.COM PASTA FRESCA E SECCA
AZ.VIN.CIFELLI BASILICATA WWW.CANTINECIFARELLI.IT VINO BIANCO E ROSSO
AZ.PODERE 1925 CAMPANIA WWW.PODERE1925.IT AGLIANICO-FAL-GRECO

La giornata di incontro si aprirà alle ore 16 e proseguirà fino a tarda serata in un accogliente locale fronte mare dove gli operatori del settore potranno avere l’opportunità di conoscere e valutare nuove aziende per arricchire il catalogo di prodotti italiani da proporre sul mercato spagnolo del “food & beverage” o di soddisfare ancor di più il palato della propria clientela locale e internazionale.

Cosa resta da dire? Se siete operatori del settore e volete partecipare a questo evento gratuito scoprirete delle invitanti sorprese a voi riservate, ma anche se volete solamente curiosare….. siete i benvenuti! Per domande o richieste particolari potete compilare il form sottostante o contattarci telefonicamente, è gradita anche una conferma di partecipazione.

Vi aspettiamo numerosissimi a questo evento!

Aprire un locale commerciale in Costa del Sol conviene ancora?

Aprire un locale commerciale in Costa del Sol conviene ancora? Riceviamo spesso questa domanda ed in qualsiasi momento dell’anno, perché la voglia di trasferirsi in questa costa meravigliosa è sempre alta da parte di nostri connazionali e non solo; chiaramente la prima attività che noi italiani siamo portati ad esportare è quella legata al settore food, quindi ristoranti, caffetterie, gelaterie, pizzerie e…molto altro. In realtà non tutti si dedicano a questo tipo di attività, c’è anche chi preferisce aprire “tiendas” di artigianato, abiti, oggettistica… insomma di varia natura, ma sempre orientate ad una clientela di tipo turistico. Viene pertanto naturale chiedersi: ma vale ancora la pena di questi tempi investire nell’apertura di un locale commerciale, o per estendere l’ambito, di una qualsiasi attività economica in Costa del Sol? La nostra risposta resta assolutamente positiva, suffragata dai dati che ci vengono proposti da operatori professionali, che affermano come vi siano due forti fattori di spinta dell’economia malagueña: lo sforzo importante che le istituzioni locali stanno facendo per attirare sempre più turisti in questa costa, nonché lo sviluppo infrastrutturale che costantemente vede migliorare i servizi a disposizione dei viaggiatori che qui vogliono arrivare. La Junta de Andalucia sta promuovendo con molta enfasi la regione come destinazione turistica, quindi a maggior ragione la Costa del Sol, indiscussa meta preferita. In particolare il turismo tedesco è quello più appetito in questo momento, con accordi di ogni tipo pubblicitari e con operatori professionali del settore viaggi e vacanze di tale paese ai quali vengono forniti, tra gli altri, itinerari culturali e monumentali che abbondano in questo territorio e di cui già parlammo ampiamente tempo fa. Si prevede infatti che la crescita di presenze di cittadini tedeschi nell’anno 2017 si attesterà al 14% rispetto al 2016, un ottimo risultato per un paese, quello teutonico, che da sempre esporta un turismo di grande qualità e particolarmente esigente, con un potere di spesa decisamente alto. Ma senza dimenticare il costante impegno rivolto agli investimenti pubblicitari di mantenimento in Gran Bretagna, primo bacino assoluto ed incontrastato di turisti in Costa del Sol. Dove avevamo lasciato la Brexit? Già, al momento le iniziali preoccupazioni per un abbassamento di arrivi dal Regno Unito non hanno trovato concreto riscontro. L’83% dei britannici ha affermato che non cambierà le sue abitudini vacanziere, soprattutto rivolte al turismo sole e mare. Ricordiamoci che la Gran Bretagna fornisce circa 17,8 milioni di turisti alla Spagna (a seguire Francia e Germania), e gran parte di questi si riversa in questa costa. La città di Torremolinos, abitata in forma permanente da stranieri per oltre un quarto della sua intera popolazione , nel corso del solo mese di marzo del corrente anno ha ricevuto 70 richieste di nuove licenze commerciali. Di queste molte sono relative alle zone centrali, che per l’occorrenza si stanno rimettendo a nuovo, al fine di ridare slancio ed impulso all’economia locale ed accogliere al meglio una nuova ondata turistica, che dovrebbe consentire di raggiungere cifre record di presenze anche per questo 2017. Ciò ha comportato inevitabilmente un aumento nei prezzi delle stanze in locazione nelle strutture alberghiere, già in numero inferiore rispetto all’enorme domanda di vacanzieri; questo fenomeno ci fa ritenere come sia particolarmente conveniente investire in Costa del Sol nel mattone in questo periodo, perché l’immobile acquistato se messo a reddito è facilmente affittabile nel periodo estivo ed a prezzi crescenti, ma anche per “larga temporada”, quindi ad uso residenziale, le opportunità sono molte vista l’alta domanda di famiglie che qui costantemente vengono a risiedere. Malaga del resto rientra nella lista delle 10 città più visitate dagli spagnoli, nonché tra le 10 migliori città in Europa, scelta durante la “Semana Santa” come seconda meta in assoluto dai britannici, la terza da tedeschi francesi e olandesi, per via delle processioni mondialmente conosciute, del sole e della gastronomia. Da qui un suggerimento è d’obbligo: volete aprire un ristorante o una caffetteria o altro legato al food in Costa del Sol? Bene, il bacino di clientela principale è quello appena descritto, ancor più degli spagnoli, che comunque sono molto legati alle loro abitudini e restii a cambiare, rispetto alle orde di stranieri…quindi occhio sempre ai prodotti che si vogliono offrire, affinché incontrino gusti e abitudini alimentari delle popolazioni sopra menzionate.

In merito alle infrastrutture della città, questa è facilmente raggiungibile veramente con ogni mezzo, via terra, mare o aria. La provincia di Malaga la scorsa estate frantumò tutti i record di presenze, con oltre 6,7 milioni di visitatori che potranno, in numero ancora maggiore, riversarsi quest’anno sul territorio grazie “in primis” all’aeroporto “Costa del Sol”, il terzo di Spagna per numero di passeggeri, che va incrementando sempre più le rotte con destinazione europea, come i collegamenti con la Germania, l’Olanda ma anche la Svezia e la nostra Italia. Chiaramente le rotte più gettonate riguardano il Regno Unito, manco a dirlo, che copre ben 62 rotte su un totale di 242 del terminal malagueño. Per chi non ama volare c’è la possibilità di raggiungere Malaga con l’AVE, il treno di alta velocità che vede la stazione Maria Zambrano (collocata all’interno di un centro commerciale nel pieno centro di Malaga) effettuare collegamenti con le principali città del paese, tra cui Madrid, Barcellona, Valencia Córdoba e Zaragoza. In ultimo ma non per importanza troviamo il collegamento marittimo; il porto di Malaga è un punto di riferimento molto importante del Mediterraneo, a livello commerciale ma ancor più a livello turistico. La sua fortuna è dovuta alla ubicazione del centro storico della città, posizionato proprio a ridosso del mare; i passeggeri delle numerose navi da crociera che attraccano al porto scendono e si trovano immediatamente immersi nel meraviglioso “casco historico” della città, senza perdere tempo in scomodi trasporti e così potendo approfittare di maggior tempo a disposizione per godere delle bellezze della capitale. Sembra poco? Non crediamo, soprattutto quando sbarcano migliaia e migliaia di passeggeri di diverse navi da crociera nello stesso momento, che inondano le vie e i locali e luoghi tipici della città, con estrema soddisfazione per gli esercenti del posto.

Cosa dire di più, le possibilità ci sono e i turisti anche, l’invito è sempre lo stesso: proporre qualcosa di nuovo, prodotti particolari e di qualità, con molto impegno e passione, per il resto…”suerte a todos !” 

Fonti: “soldigital.es” del 3 maggio 2017 ; “Vidaeconomica” giugno 2017

 

Devo dichiarare in Spagna gli affitti percepiti in Italia ?

Devo dichiarare in Spagna gli affitti percepiti in Italia ? Ebbene, ci ritroviamo ancora di fronte ad un quesito di tipo fiscale che ci viene posto molto spesso, considerato che molti nostri connazionali dispongono ancora della “prima casa” o comunque di immobili ad uso residenziale affittati in Italia. Per fornire la risposta è opportuno ripartire dal concetto basilare che già abbiamo esposto nel precedente articolo in cui abbiamo trattato il tema pensioni: esiste un principio cardine nella tassazione italiana (ma anche spagnola e non solo) denominato “tassazione mondiale” o “worldwide taxation”, in base al quale un cittadino italiano residente fiscalmente in Italia deve tassare nel Belpaese i redditi ovunque prodotti nel mondo. Il concetto di residenza fiscale lo abbiamo già abbondantemente approfondito, ma lo riportiamo ancora una volta di seguito per semplicità di lettura.

La norma italiana ci dice che vi sono tre condizioni, operanti indipendentemente l’una dall’altra, per qualificare un soggetto come residente fiscalmente in Italia:

a) domicilio ai sensi dell’art. 43, comma 1, del codice civile

b) residenza ai sensi dell’art. 43, comma 2, del codice civile

c) iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente;

è sufficiente quindi che ricorra anche UNA SOLA delle suddette condizioni per qualificare un soggetto come fiscalmente residente in Italia. Il domicilio è il luogo nel quale una persona “ha stabilito il centro principale dei suoi affari e interessi”, la residenza è il luogo “in cui la persona ha la dimora abituale” ed infine l’iscrizione nell’anagrafe è un elemento oggettivo, derivante dall’atto amministrativo con cui si viene iscritti nell’anagrafe della popolazione residente di un comune italiano. Ora quasi tutti sanno che i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero devono cancellarsi dall’anagrafe della popolazione residente del comune di provenienza ed iscriversi nella speciale anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). Non tutti però hanno ben chiaro questo fondamentale concetto: si può avere residenza e domicilio in un paese estero, ma fintanto che il soggetto non effettua la propria iscrizione all’AIRE, permanendo così iscritto nell’anagrafe della popolazione residente del suo comune italiano di provenienza, viene considerato fiscalmente residente in Italia per presunzione legale assoluta. Viceversa, la sola iscrizione all’AIRE non rappresenta un elemento determinante per la perdita della residenza fiscale. In altre e più semplici parole, coloro i quali intendono vivere in Costa del Sol e rompere i ponti fiscali con l’Italia, non solo dovranno trovare casa qui e trasferirsi soli o con famiglia, radicare in questo nuovo territorio la loro vita lavorativa e non, quindi dimorare abitualmente nella nuova casa spagnola, ma dovranno ricordarsi anche di effettuare l’iscrizione all’AIRE, presupposto necessario al fine di rendere opponibile il trasferimento della residenza all’estero. Ciò detto, torniamo da dove siamo partiti e rivolgiamo l’attenzione al quesito che ci ha posto il nostro connazionale che, una volta trasferitosi in Costa del Sol, non sa come tassare il reddito da locazione generatogli dall’immobile che ha lasciato in Italia. In base a quanto detto sopra nel momento in cui acquisisce la residenza in Spagna diventa un contribuente fiscale di questo paese, pertanto anche se il reddito immobiliare gli proviene dall’Italia deve sottostare all’obbligo imposto dal principio di tassazione mondiale del reddito operante anche nel paese iberico, quindi deve assoggettarlo a tassazione in Spagna. D’altro canto però ricordiamo che il reddito in questione viene generato da un immobile situato in Italia, pertanto come già spiegato sempre nell’articolo precedente, un italiano non più residente fiscalmente in Italia deve comunque tassare i redditi di fonte italiana. Ma quali sono questi redditi territorialmente considerati di fonte italiana? Ebbene, tra gli altri figura anche il reddito immobiliare. Quindi, riepilogando, il reddito da locazione di questo cittadino italiano dovrebbe scontare una doppia imposizione, quella spagnola in quanto percepito da un soggetto fiscalmente residente in Spagna ma anche italiana perché tale reddito si considera territorialmente prodotto nello stato italiano. Onde evitare che vi sia una tassazione in entrambi i paesi, è stato stipulato un accordo chiamato “convenzione tra Italia e Spagna contro le doppie imposizioni”, che disciplina in modo chiaro come risolvere questo problema: la convenzione infatti afferma che i redditi derivanti da beni immobili, compresi i redditi generati dalle locazioni abitative, sono imponibili nello stato contraente in cui detti beni sono situati. La risposta alla domanda iniziale è pertanto negativa: il cittadino italiano che risiede fiscalmente in Spagna dovrà assoggettare a tassazione la rendita derivante dall’immobile situato in Italia solo ed esclusivamente in Italia, presentando li la sua dichiarazione dei redditi.