Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol?

Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol? Questa è la domanda ricorrente anche in questo periodo da parte di chi ci contatta o ci viene a trovare per capire come trasferirsi in Costa del Sol. E’ meglio investire da subito nell’acquisto di un immobile ad uso residenziale oppure optare per l’affitto in modo da monitorare il mercato locale prima di esporsi finanziariamente? Il mercato immobiliare in Costa del Sol dopo nove anni di crisi economica sta incominciando a risalire, seppur in maniera timida, però i segnali di questa rinascita sono costanti. In realtà questo fenomeno sta coinvolgendo tutta la Spagna, ma gli effetti più importanti in Andalusia si registrano proprio in questa nostra provincia il cui volume di compravendite raggiunge il terzo di tutte le vendite effettuate nella regione più grande della penisola Iberica.  All’interno della provincia malagueña a sua volta le vendite numericamente più rilevanti si sono registrate nei comuni di Torremolinos, Benalmadena, Fuengirola, Marbella ed Estepona. Ovviamente come sempre accade al risvegliarsi del mercato immobiliare cominciano a lievitare anche i prezzi (seppure in misura ancora modesta). Un dato significativo è la diversa tipologia di case e quindi il diverso costo d’acquisto in relazione alla zona di ubicazione: il litorale di Marbella fino a Manilva in prima linea di mare è caratterizzato da abitazioni di lusso di ampia metratura (anche oltre i 300 mq), specie in prima linea di mare, quindi con prezzo decisamente più elevato rispetto alla costa Est di Malaga, l’Axarquía, tra Nerja e Rincón de la Victoria dove a parità di metrature i prezzi scendono di quasi il 50% rispetto alla lussuosa costa Marbellina, per finire con l’area tra Torremolinos e Mijas Costa dove il prezzo mediamente è il più economico di tutta la Costa del Sol. Nonostante il settore si stia rivitalizzando l’offerta di nuove costruzioni è molto ridotta. Il mercato immobiliare della Costa del Sol è quasi interamente costituito da case di seconda mano, fatta eccezione per il litorale di Marbella dove esiste un maggior livello medio di stock di nuove costruzioni a destinazione turistica. Le imprese di costruzione hanno infatti in progetto la realizzazione di 300 unità abitative in Estepona, 150 in Marbella e 100 in Manilva. Che la Costa del Sol sia meta incontrastata a livello europeo per cambiare vita lo dimostrano i numeri: nello scorso 2016 il 34% delle case vendute in provincia di Malaga è stato acquistato da stranieri, ben 8922 unità, il che pone questa città al vertice tra le città spagnole in quanto a destinazione prediletta da cittadini di ogni parte del mondo, non solo europei. Fatta questa breve panoramica sullo stato attuale del settore immobiliare in Costa del Sol torniamo al quesito di partenza: è questo un buon momento per acquistare un immobile in Costa del Sol? A parere del direttore dell’IPE, è finito il periodo in cui si diceva “non comprate oggi…che domani sarà più economico”, è invece iniziato il periodo del “compra oggi che domani sarà più caro”. Ma è meglio comprare o affittare casa? A questa domanda fino a qualche mese fa avrei risposto con certezza, meglio non arrischiarsi subito con l’acquisto ma tastare prima la locazione; ora i tempi sono cambiati e questo mercato immobiliare così peculiare e rapido nelle sue modificazioni ci dice che oggi effettivamente è più semplice trovare una soluzione in acquisto che in affitto per “larga temporada” quindi ad uso residenziale. Infatti l’afflusso di turisti che hanno preso d’assalto questa costa nell’ultimo triennio ha comportato un cambiamento nelle preferenze dei proprietari di seconde case in costa, che per raggranellare più quattrini hanno accettato di lasciarle vuote per pochi mesi ma realizzare il massimo con affitti di “corta temporada”, quindi ad uso turistico, seppur ciò comporti maggiori costi di gestione; anche per questo motivo la regione Andalusia ha introdotto una specifica norma da rispettare per poter affittare casa per breve periodo ad uso turistico, come già abbiamo illustrato in un articolo precedente, in modo da “regolarizzare” l’enorme sommerso che caratterizza questo business. Seppur i prezzi stiano salendo nell’acquisto si possono ancora trovare ottime occasioni a discapito dell’affitto residenziale dove i prezzi non accennano a diminuire e le soluzioni a disposizione non sono sempre le migliori. Comunque per rispondere al quesito si potrebbe dire che dipende dalle necessità di ciascun individuo e dalla capacità di adattamento, visto che in Costa del Sol la prima soluzione scelta in locazione non è quasi mai quella definitiva, l’importante è muoversi in modo corretto ed affidarsi ad agenzie qualificate e serie. Difficile trovare una “vivienda” in affitto che rappresenti la scelta definitiva magari anche da acquistare con “opción a compra”, anche perché nella locazione è indubbio che il coltello dalla parte del manico è sempre nelle mani del proprietario (qui ne capirete i motivi); diversa la situazione per l’acquisto, laddove non vi è una enorme concorrenza di pretendenti e perciò aumentano i margini di trattabilità, anche in funzione di una crisi immobiliare che ha devastato il settore qui in Spagna dal 2007 in avanti e che ha portato la provincia di Malaga ad essere una tra le province spagnole con il maggior stock di invenduto immobiliare, ad onor del vero ciò anche per effetto di una percentuale di costruito estremamente alta. In ultimo che dire…che veniate per acquistare o per locare la vostra nuova casa, l’importante è esserci e godere della miglior qualità di vita che può fornire la città di Malaga e tutta la Costa del Sol !

Fonte: “Vidaeconomica” n. 45 – settembre 2017

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna, l’avreste mai detto? Eppure dati alla mano questa è la realtà, così si evince analizzando l’Indice del costo della vita elaborato da “Numbeo“, che prende come riferimento base la città di New York negli Stati Uniti d’America. Questo indicatore considera il prezzo dei beni di consumo nella città, includendo prodotti alimentari, ristoranti, trasporti e i servizi pubblici. Inoltre prende in esame anche il costo della casa, sia con riferimento ai mutui che agli affitti. In questo modo per ogni indicatore individuale si prende come riferimento il costo relativo alla città americana, a cui viene attribuito un indice pari a 100, che viene comparato con il costo della città che si vuole analizzare. I realizzatori di questo studio spiegano che laddove una città ha un indice del costo della vita pari a 120, significa che “Numbeo” stima che tale parametro è del 20% più caro rispetto a quello di New York. Poi, calcolato il salario medio della città in esame, il modello determina quale sia il potere di acquisto dei cittadini per comprare beni e servizi . Se il potere d’acquisto è pari a 40, significa che gli abitanti di questa città con il salario medio possono comprare un 60% in meno di beni e servizi abituali rispetto ai residenti della città di New York, con il loro salario medio. In questo modo Malaga raggiunge un punteggio de 104,23, superando anche la base di riferimento costituita dalla metropoli americana. Ciò significa che, con lo stipendio medio della capitale della Costa del Sol, i malagueñi possono comprare un 4,23% in più di beni e servizi rispetto ai newyorkesi, con il loro salario medio. La capitale andalusa è l’unica città spagnola che supera New York. Dopo di lei a seguire in questo particolare ranking si collocano le città di Bilbao e Granada, con un indice rispettivamente di di 91,88 e 88,48. Madrid e Barcellona, che usualmente fanno da riferimento in questo tipo di classifiche, occupano la quinta e sesta posizione, rispettivamente. Ora è bene fare una precisazione: questa classifica non deve far intendere che gli abitanti di Malaga siano più ricchi e spendaccioni degli amici madrileni o catalani, semplicemente considerando il reddito medio locale gli acquisti fatti per i beni di consumo in Costa del Sol possono essere superiori di un 4,23% rispetto a quelli che vengono effettuati a New York, anche se in valore monetario assoluto sia i costi che i redditi sono molto diversi fra le due città, è evidente. Da ciò consegue che gran parte dei costi in questo tratto di costa sono decisamente sopportabili, incidendo in misura inferiore rispetto alle altre località di Spagna, incentivando la spesa e permettendo così all’economia di beneficiare di una dinamica in continuo movimento, fenomeno che crea a sua volta ricchezza spendibile. Purtroppo questo rapporto tra reddito medio e capacità di spesa non è sempre in equilibrio o addirittura con segno positivo come in questo caso, men che meno in questo momento storico in Italia, dove nel nostro ultimo recente viaggio abbiamo potuto constatare un peggioramento costante della situazione, quantomeno al nord Italia, ma questa è un’altra, triste, storia…

Fonte: “El Economista” del 19/05/2017

La Costa del Golf

 

 

La Costa del Golf è il secondo nome della Costa del Sol, in quanto ben rappresenta l’anima sportiva e bucolica di questa costa andalusa. L’ Andalusia conta 120 campi da golf di cui ben 74 sono ubicati nel solo litorale malagueño, rendendolo così la destinazione preferita dai golfisti di tutta Europa. In questa terra si celebrano tornei di livello mondiale, dalla Ryder Cup ai campionati del mondo, passando per i Masters ed altri tornei di rilievo. La maggior parte dei turisti del golf proviene dalla Gran Bretagna, ma i frequentatori dei campi da golf vengono un po’ da tutto il continente e non si fermano alla pratica sportiva, ma dichiarano di voler godere del clima salutare tutto l’anno, del sole, della spiaggia, del turismo culturale e gastronomico. Durante questa estate si sono svolti molteplici tornei in Costa del Sol, che culmineranno per la seconda edizione consecutiva con l’Open femminile di Golf, in calendario nella seconda metà del mese di settembre. Quasi la metà di tutti i tornei andalusi in calendario in questa estate sono stati organizzati in Costa del Sol, tra il Club de Golf Guadalhorce, El Parador Málaga Golf e il Golf Club de Torrequebrada si sono svolti e ancora si svolgeranno tornei di alto livello, come pure Flamingos Golf, Añoreta Golf  e Baviera Golf accoglieranno eventi e tappe di questo tour estivo quanto mai intenso per questa pratica sportiva, fino al meraviglioso contesto che il Golf club Los Naranjos, a Marbella, può offrire ai suoi ospiti golfisti. Insomma l’offerta è davvero incomparabile ed in questo contesto si sviluppa di pari passo una offerta sempre più ricca nel settore Ho.Re.Ca. che giova non solo ai clienti dei vari circoli sportivi e ricreativi di golf ma più in generale a tutti i visitatori e turisti della provincia di Malaga. 

Fonte: www.soldigital.es

EVENTO GRATUITO WINE & FOOD IN MALAGA

Evento Wine & Food in Malaga

Evento gratuito “Wine & Food” in Malaga: il giorno 24 luglio 2017 si terrà il primo evento organizzato da “WYYN.IT” in collaborazione con “italianicostadelsol.it” dove oltre venti aziende italiane rinomate presenteranno i loro prodotti eno-gastronomici tipici regionali, di qualità certificata, presso il ristorante italiano “La Chimenea”, in calle Pacifico 39. Si apre così un ciclo importante di incontri tra produttori, importatori, distributori commerciali e più in generale tra tutti gli operatori del canale Ho.Re.Ca. che consentirà, in diverse tappe, di far conoscere in terra spagnola specialità regionali del Belpaese direttamente offerte in degustazione gratuita dai produttori con la preziosa regia di “sommeliers” professionisti, i quali accompagneranno i visitatori negli assaggi di vini abbinati a sapori genuini di pasta fresca e secca, formaggi, prodotti da forno, conserve e quant’altro possa stuzzicare il palato di veri gourmet. 

Di seguito forniamo l’elenco completo delle aziende partecipanti all’evento, con la relativa pagina web:

AZIENDA   REGIONE  SITO PRODOTTI
PANIFICIO VILLONE BASILICATA WWW.VILLONE.IT BISCOTTI ARTIGIANALI
CANTINA EDOME’ SICILIA WWW.CANTINEEDOME.COM VINO BIOLOGICO DI  ETNA
TEN.CAVALIER PEPE    CAMPANIA WWW.TENUTAPEPE.IT VINI DI IRPINIAAVELLINO
AZIENDA NESCI REGGIOCALABRIA WWW.AZIENDANESCI.IT VINI DI ZONA PALIZZI M.   
AZ.VALLE ISARCO BOLZANO WWW.EISACKTALEKELLEREI.IT VINI BIANCHI E ROSSI
AZIENDA IASA CAMPANIA WWW.IASA.IT CONSERVE DI TONNO
AZ. POGGIO RIDENTE CAMPANIA WWW.POGGIORIDENTE.IT  VINO LACRYMA CRISTI
AZ.TENUT BIANCHINI CAMPANIA WWW.TENUTABIANCHINO.IT  PRIMITIVO E FALANGHINA
DELIZIE&CAPRICCI SICILIA WWW.DELIZIEECAPRICCI.COM LIQUORI E CREME
0AZIENDA TOSI OLTREPO’ PAVESE WWW.VINITOSI.COM VINI BIANCHI E ROSSI
AZ.GERMINIA SRL CAMPANIA WWW.CALISPA.IT CONSERVE VARIE
TARALLI. MEDITER. CAMPANIA WWW.TARALLIFICIOMEDITERRANEO.IT TARALLI VARI TIPI
MANNUCCI DROANDI TOSCANA WWW.MANNUCCIDROANDI.IT  CHIANTI CLASSICO E RIS.
FRANTOI BERRETTA SICILIA WWW.FRANTOIBERRETTA.COM OLIO DOP E BIO
AZ. TORLEANZI PUGLIA WWW.TORLEANZI.IT VINI BIANCHI E ROSSI
AZ. LA ROSINA CAMPANIA WWW.LAROSINA.COM CONSERVE VARIE
AZ.CANTINE VIRGILI LOMBARDIA WWW.CANTINEVIRGILI.COM VINO LAMBRUSCO
 TERRA DI PUGLIA CAMPANIA WWW.PRODOTTIDELIZIOSA.IT MOZZARELLA  E BURRATA
CASEIFICIO IOVINE CAMPANA WWW.CASEIFICIOARTIGIANALE.IT MOZZARELLA DI BUFALA
PASTA MONTANARA CAMPANIA WWW.PASTAMONTANARA.COM PASTA FRESCA E SECCA
AZ.VIN.CIFELLI BASILICATA WWW.CANTINECIFARELLI.IT VINO BIANCO E ROSSO
AZ.PODERE 1925 CAMPANIA WWW.PODERE1925.IT AGLIANICO-FAL-GRECO

La giornata di incontro si aprirà alle ore 16 e proseguirà fino a tarda serata in un accogliente locale fronte mare dove gli operatori del settore potranno avere l’opportunità di conoscere e valutare nuove aziende per arricchire il catalogo di prodotti italiani da proporre sul mercato spagnolo del “food & beverage” o di soddisfare ancor di più il palato della propria clientela locale e internazionale.

Cosa resta da dire? Se siete operatori del settore e volete partecipare a questo evento gratuito scoprirete delle invitanti sorprese a voi riservate, ma anche se volete solamente curiosare….. siete i benvenuti! Per domande o richieste particolari potete compilare il form sottostante o contattarci telefonicamente, è gradita anche una conferma di partecipazione.

Vi aspettiamo numerosissimi a questo evento!

Aprire un locale commerciale in Costa del Sol conviene ancora?

Aprire un locale commerciale in Costa del Sol conviene ancora? Riceviamo spesso questa domanda ed in qualsiasi momento dell’anno, perché la voglia di trasferirsi in questa costa meravigliosa è sempre alta da parte di nostri connazionali e non solo; chiaramente la prima attività che noi italiani siamo portati ad esportare è quella legata al settore food, quindi ristoranti, caffetterie, gelaterie, pizzerie e…molto altro. In realtà non tutti si dedicano a questo tipo di attività, c’è anche chi preferisce aprire “tiendas” di artigianato, abiti, oggettistica… insomma di varia natura, ma sempre orientate ad una clientela di tipo turistico. Viene pertanto naturale chiedersi: ma vale ancora la pena di questi tempi investire nell’apertura di un locale commerciale, o per estendere l’ambito, di una qualsiasi attività economica in Costa del Sol? La nostra risposta resta assolutamente positiva, suffragata dai dati che ci vengono proposti da operatori professionali, che affermano come vi siano due forti fattori di spinta dell’economia malagueña: lo sforzo importante che le istituzioni locali stanno facendo per attirare sempre più turisti in questa costa, nonché lo sviluppo infrastrutturale che costantemente vede migliorare i servizi a disposizione dei viaggiatori che qui vogliono arrivare. La Junta de Andalucia sta promuovendo con molta enfasi la regione come destinazione turistica, quindi a maggior ragione la Costa del Sol, indiscussa meta preferita. In particolare il turismo tedesco è quello più appetito in questo momento, con accordi di ogni tipo pubblicitari e con operatori professionali del settore viaggi e vacanze di tale paese ai quali vengono forniti, tra gli altri, itinerari culturali e monumentali che abbondano in questo territorio e di cui già parlammo ampiamente tempo fa. Si prevede infatti che la crescita di presenze di cittadini tedeschi nell’anno 2017 si attesterà al 14% rispetto al 2016, un ottimo risultato per un paese, quello teutonico, che da sempre esporta un turismo di grande qualità e particolarmente esigente, con un potere di spesa decisamente alto. Ma senza dimenticare il costante impegno rivolto agli investimenti pubblicitari di mantenimento in Gran Bretagna, primo bacino assoluto ed incontrastato di turisti in Costa del Sol. Dove avevamo lasciato la Brexit? Già, al momento le iniziali preoccupazioni per un abbassamento di arrivi dal Regno Unito non hanno trovato concreto riscontro. L’83% dei britannici ha affermato che non cambierà le sue abitudini vacanziere, soprattutto rivolte al turismo sole e mare. Ricordiamoci che la Gran Bretagna fornisce circa 17,8 milioni di turisti alla Spagna (a seguire Francia e Germania), e gran parte di questi si riversa in questa costa. La città di Torremolinos, abitata in forma permanente da stranieri per oltre un quarto della sua intera popolazione , nel corso del solo mese di marzo del corrente anno ha ricevuto 70 richieste di nuove licenze commerciali. Di queste molte sono relative alle zone centrali, che per l’occorrenza si stanno rimettendo a nuovo, al fine di ridare slancio ed impulso all’economia locale ed accogliere al meglio una nuova ondata turistica, che dovrebbe consentire di raggiungere cifre record di presenze anche per questo 2017. Ciò ha comportato inevitabilmente un aumento nei prezzi delle stanze in locazione nelle strutture alberghiere, già in numero inferiore rispetto all’enorme domanda di vacanzieri; questo fenomeno ci fa ritenere come sia particolarmente conveniente investire in Costa del Sol nel mattone in questo periodo, perché l’immobile acquistato se messo a reddito è facilmente affittabile nel periodo estivo ed a prezzi crescenti, ma anche per “larga temporada”, quindi ad uso residenziale, le opportunità sono molte vista l’alta domanda di famiglie che qui costantemente vengono a risiedere. Malaga del resto rientra nella lista delle 10 città più visitate dagli spagnoli, nonché tra le 10 migliori città in Europa, scelta durante la “Semana Santa” come seconda meta in assoluto dai britannici, la terza da tedeschi francesi e olandesi, per via delle processioni mondialmente conosciute, del sole e della gastronomia. Da qui un suggerimento è d’obbligo: volete aprire un ristorante o una caffetteria o altro legato al food in Costa del Sol? Bene, il bacino di clientela principale è quello appena descritto, ancor più degli spagnoli, che comunque sono molto legati alle loro abitudini e restii a cambiare, rispetto alle orde di stranieri…quindi occhio sempre ai prodotti che si vogliono offrire, affinché incontrino gusti e abitudini alimentari delle popolazioni sopra menzionate.

In merito alle infrastrutture della città, questa è facilmente raggiungibile veramente con ogni mezzo, via terra, mare o aria. La provincia di Malaga la scorsa estate frantumò tutti i record di presenze, con oltre 6,7 milioni di visitatori che potranno, in numero ancora maggiore, riversarsi quest’anno sul territorio grazie “in primis” all’aeroporto “Costa del Sol”, il terzo di Spagna per numero di passeggeri, che va incrementando sempre più le rotte con destinazione europea, come i collegamenti con la Germania, l’Olanda ma anche la Svezia e la nostra Italia. Chiaramente le rotte più gettonate riguardano il Regno Unito, manco a dirlo, che copre ben 62 rotte su un totale di 242 del terminal malagueño. Per chi non ama volare c’è la possibilità di raggiungere Malaga con l’AVE, il treno di alta velocità che vede la stazione Maria Zambrano (collocata all’interno di un centro commerciale nel pieno centro di Malaga) effettuare collegamenti con le principali città del paese, tra cui Madrid, Barcellona, Valencia Córdoba e Zaragoza. In ultimo ma non per importanza troviamo il collegamento marittimo; il porto di Malaga è un punto di riferimento molto importante del Mediterraneo, a livello commerciale ma ancor più a livello turistico. La sua fortuna è dovuta alla ubicazione del centro storico della città, posizionato proprio a ridosso del mare; i passeggeri delle numerose navi da crociera che attraccano al porto scendono e si trovano immediatamente immersi nel meraviglioso “casco historico” della città, senza perdere tempo in scomodi trasporti e così potendo approfittare di maggior tempo a disposizione per godere delle bellezze della capitale. Sembra poco? Non crediamo, soprattutto quando sbarcano migliaia e migliaia di passeggeri di diverse navi da crociera nello stesso momento, che inondano le vie e i locali e luoghi tipici della città, con estrema soddisfazione per gli esercenti del posto.

Cosa dire di più, le possibilità ci sono e i turisti anche, l’invito è sempre lo stesso: proporre qualcosa di nuovo, prodotti particolari e di qualità, con molto impegno e passione, per il resto…”suerte a todos !” 

Fonti: “soldigital.es” del 3 maggio 2017 ; “Vidaeconomica” giugno 2017

 

Devo dichiarare in Spagna gli affitti percepiti in Italia ?

Devo dichiarare in Spagna gli affitti percepiti in Italia ? Ebbene, ci ritroviamo ancora di fronte ad un quesito di tipo fiscale che ci viene posto molto spesso, considerato che molti nostri connazionali dispongono ancora della “prima casa” o comunque di immobili ad uso residenziale affittati in Italia. Per fornire la risposta è opportuno ripartire dal concetto basilare che già abbiamo esposto nel precedente articolo in cui abbiamo trattato il tema pensioni: esiste un principio cardine nella tassazione italiana (ma anche spagnola e non solo) denominato “tassazione mondiale” o “worldwide taxation”, in base al quale un cittadino italiano residente fiscalmente in Italia deve tassare nel Belpaese i redditi ovunque prodotti nel mondo. Il concetto di residenza fiscale lo abbiamo già abbondantemente approfondito, ma lo riportiamo ancora una volta di seguito per semplicità di lettura.

La norma italiana ci dice che vi sono tre condizioni, operanti indipendentemente l’una dall’altra, per qualificare un soggetto come residente fiscalmente in Italia:

a) domicilio ai sensi dell’art. 43, comma 1, del codice civile

b) residenza ai sensi dell’art. 43, comma 2, del codice civile

c) iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente;

è sufficiente quindi che ricorra anche UNA SOLA delle suddette condizioni per qualificare un soggetto come fiscalmente residente in Italia. Il domicilio è il luogo nel quale una persona “ha stabilito il centro principale dei suoi affari e interessi”, la residenza è il luogo “in cui la persona ha la dimora abituale” ed infine l’iscrizione nell’anagrafe è un elemento oggettivo, derivante dall’atto amministrativo con cui si viene iscritti nell’anagrafe della popolazione residente di un comune italiano. Ora quasi tutti sanno che i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero devono cancellarsi dall’anagrafe della popolazione residente del comune di provenienza ed iscriversi nella speciale anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). Non tutti però hanno ben chiaro questo fondamentale concetto: si può avere residenza e domicilio in un paese estero, ma fintanto che il soggetto non effettua la propria iscrizione all’AIRE, permanendo così iscritto nell’anagrafe della popolazione residente del suo comune italiano di provenienza, viene considerato fiscalmente residente in Italia per presunzione legale assoluta. Viceversa, la sola iscrizione all’AIRE non rappresenta un elemento determinante per la perdita della residenza fiscale. In altre e più semplici parole, coloro i quali intendono vivere in Costa del Sol e rompere i ponti fiscali con l’Italia, non solo dovranno trovare casa qui e trasferirsi soli o con famiglia, radicare in questo nuovo territorio la loro vita lavorativa e non, quindi dimorare abitualmente nella nuova casa spagnola, ma dovranno ricordarsi anche di effettuare l’iscrizione all’AIRE, presupposto necessario al fine di rendere opponibile il trasferimento della residenza all’estero. Ciò detto, torniamo da dove siamo partiti e rivolgiamo l’attenzione al quesito che ci ha posto il nostro connazionale che, una volta trasferitosi in Costa del Sol, non sa come tassare il reddito da locazione generatogli dall’immobile che ha lasciato in Italia. In base a quanto detto sopra nel momento in cui acquisisce la residenza in Spagna diventa un contribuente fiscale di questo paese, pertanto anche se il reddito immobiliare gli proviene dall’Italia deve sottostare all’obbligo imposto dal principio di tassazione mondiale del reddito operante anche nel paese iberico, quindi deve assoggettarlo a tassazione in Spagna. D’altro canto però ricordiamo che il reddito in questione viene generato da un immobile situato in Italia, pertanto come già spiegato sempre nell’articolo precedente, un italiano non più residente fiscalmente in Italia deve comunque tassare i redditi di fonte italiana. Ma quali sono questi redditi territorialmente considerati di fonte italiana? Ebbene, tra gli altri figura anche il reddito immobiliare. Quindi, riepilogando, il reddito da locazione di questo cittadino italiano dovrebbe scontare una doppia imposizione, quella spagnola in quanto percepito da un soggetto fiscalmente residente in Spagna ma anche italiana perché tale reddito si considera territorialmente prodotto nello stato italiano. Onde evitare che vi sia una tassazione in entrambi i paesi, è stato stipulato un accordo chiamato “convenzione tra Italia e Spagna contro le doppie imposizioni”, che disciplina in modo chiaro come risolvere questo problema: la convenzione infatti afferma che i redditi derivanti da beni immobili, compresi i redditi generati dalle locazioni abitative, sono imponibili nello stato contraente in cui detti beni sono situati. La risposta alla domanda iniziale è pertanto negativa: il cittadino italiano che risiede fiscalmente in Spagna dovrà assoggettare a tassazione la rendita derivante dall’immobile situato in Italia solo ed esclusivamente in Italia, presentando li la sua dichiarazione dei redditi.

Devo dichiarare la pensione italiana in Spagna?

 Devo dichiarare la pensione italiana in Spagna? Questa è una domanda che ci fanno spesso, pertanto riteniamo utile dare delle informazioni basilari che facciano ordine su un problema di natura fiscale che hanno molti nostri connazionali quando si trasferiscono in Costa del Sol. Partiamo da un concetto base della fiscalità italiana (e non solo): sono dichiarati e tassati in Italia i redditi ovunque prodotti nel mondo da una persona che sia residente in Italia. Qualora questa persona di nazionalità italiana sia invece residente all’estero, dovrà scontare imposte in Italia per i soli redditi prodotti all’interno dello stato, quindi di fonte italiana. Fin qui tutto bene, parrebbe, ma si rende opportuno chiarire il concetto di residenza, perché all’effetto pratico rappresenta la discriminante per poter dare una risposta certa alla nostra domanda iniziale. Quando una persona si può definire residente in Italia, ai fini fiscali? La norma italiana ci dice che vi sono tre condizioni, operanti indipendentemente l’una dall’altra, per qualificare un soggetto come residente fiscalmente in Italia:

a) domicilio ai sensi dell’art. 43, comma 1, del codice civile

b) residenza ai sensi dell’art. 43, comma 2, del codice civile

c) iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente;

è sufficiente quindi che ricorra anche UNA SOLA delle suddette condizioni per qualificare un soggetto come fiscalmente residente in Italia. Il domicilio è il luogo nel quale una persona “ha stabilito il centro principale dei suoi affari e interessi”, la residenza è il luogo “in cui la persona ha la dimora abituale” ed infine l’iscrizione nell’anagrafe è un elemento oggettivo, derivante dall’atto amministrativo con cui si viene iscritti nell’anagrafe della popolazione residente di un comune italiano. Ora quasi tutti sanno che i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero devono cancellarsi dall’anagrafe della popolazione residente del comune di provenienza ed iscriversi nella speciale anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). Non tutti però hanno ben chiaro questo fondamentale concetto: si può avere residenza e domicilio in un paese estero, ma fintanto che il soggetto non effettua la propria iscrizione all’AIRE, permanendo così iscritto nell’anagrafe della popolazione residente del suo comune italiano di provenienza, viene considerato fiscalmente residente in Italia per presunzione legale assoluta. Viceversa, la sola iscrizione all’AIRE non rappresenta un elemento determinante per la perdita della residenza fiscale. In altre e più semplici parole, coloro i quali intendono vivere in Costa del Sol e rompere i ponti fiscali con l’Italia, non solo dovranno trovare casa qui e trasferirsi soli o con famiglia, radicare in questo nuovo territorio la loro vita lavorativa e non, quindi dimorare abitualmente nella nuova casa spagnola, ma dovranno ricordarsi anche di effettuare l’iscrizione all’AIRE, presupposto necessario al fine di rendere opponibile il trasferimento della residenza all’estero. Ciò detto, torniamo da dove siamo partiti e rivolgiamo l’attenzione al nostro pensionato italiano che vuole trasferirsi in Costa del Sol. Una volta che abbia trovato casa e sia venuto qui a vivere definitivamente, nonché si sia iscritto regolarmente all’AIRE, è un soggetto fiscalmente residente in Spagna e non più in Italia, pertanto dovrà assoggettare a tassazione in Spagna il reddito da pensione che percepisce dall’Italia. Però non dimentichiamoci quanto detto sopra: una persona di nazionalità italiana che risiede all’estero, dovrà scontare imposte in Italia per i soli redditi prodotti all’interno dello stato, quindi di fonte italiana. Ma quali sono questi redditi territorialmente considerati di fonte italiana? Ebbene, tra gli altri figura proprio il reddito da pensione. Quindi, riepilogando, la pensione italiana di questo pensionato dovrebbe scontare una doppia tassazione, quella spagnola in quanto percepita da un soggetto fiscalmente residente in Spagna, ma anche italiana perché tale reddito si considera territorialmente prodotto nello stato italiano. Onde evitare che vi sia una tassazione in entrambi i paesi, è stato stipulato un accordo chiamato “convenzione tra Italia e Spagna contro le doppie imposizioni”, che disciplina in modo chiaro come risolvere questo problema: la convenzione infatti afferma che la pensione, relativa ad un cessato impiego, pagata ad un residente di uno dei due stati contraenti tale accordo (nella fattispecie la residenza del nostro pensionato risulta essere in Spagna) è imponibile soltanto nello stato di residenza. La risposta alla domanda iniziale è pertanto affermativa: il nostro pensionato residente in Spagna dovrà assoggettare la sua pensione a tassazione solo ed esclusivamente in Spagna, presentando qui la sua dichiarazione dei redditi.

E se per caso il nostro pensionato lasciasse in affitto la sua abitazione principale in Italia, il reddito percepito dove andrebbe dichiarato? Altro buon quesito, la risposta in un prossimo articolo…

Nuove sovvenzioni per fare impresa in Costa del Sol

La Diputación de Malaga ha appena deliberato nuove sovvenzioni per fare impresa in Costa del Sol. Trattasi di aiuti finanziari destinati a cooperative, aziende agricole di trasformazione ed entità senza scopo di lucro, con la finalità di dare impulso allo sviluppo dell’economia rurale della provincia. La gastronomia qui in Costa del Sol è infatti una delle tante attrazioni turistiche della provincia di Malaga, come già abbiamo avuto modo di raccontare in precedenti articoli.  Queste sovvenzioni saranno dirette a supportare nuove iniziative, promozioni, investigazioni, progetti, corsi, seminari, partecipazioni a fiere e quant’altro possa contribuire a consolidare e rafforzare i settori dell’agricoltura, della pastorizia, della pesca e della relativa gastro-industria, intesa come trasformazione dei prodotti ricavati dai medesimi settori. Ogni entità può presentare fino a due richieste, potendo ottenere fino al 100% dell’importo del progetto quando il preventivo di spesa non superi i 10.000 euro, oppure fino all’ 85% nel caso di importo superiore, ma con limite massimo di 40.000 euro. Questo tipo di incentivo ha consentito in passato lo sviluppo di molte iniziative in provincia di Malaga, una su tutte il marchio “Sabor a Malaga” che unisce oltre 600 imprese tra produttori, distributori, esercenti al minuto e ristoratori, che hanno contribuito in questi anni a diffondere sul territorio i prodotti malagueñi ma anche ad aprire nuovi canali all’estero per la loro distribuzione. Saranno premiate con le sovvenzioni quelle iniziative dove prevalga la componente innovatrice e l’utilizzo di nuove tecnologie, dove venga promossa la diffusione di prodotti ecologici, così come i progetti imprenditoriali volti a sviluppare studi ed indagini che mettano in evidenza le peculiarità agricole e rurali della provincia. Quest’ultima caratteristica accomuna queste sovvenzioni elargite dalla provincia con quelle (molto più munifiche) contenute in un recente bando emesso dalla Junta de Andalucia, in regime di concorrenza competitiva, destinato alle piccole e medie imprese. Ciò vuol dire che per avere le sovvenzioni (a fondo perso) bisogna rispettare dei requisiti piuttosto stringenti, però l’importo normalmente in questi casi è più alto, nella fattispecie la copertura sarebbe pari al 45% dell’intero investimento per quanto riguarda le piccole e micro imprese, fino ad un massimo di 200.000 euro. Il bando in questione, pubblicato sul BOJA, è volto a incentivare lo sviluppo dei servizi turistici, con particolare riferimento alla creazione, modernizzazione e consolidamento di strutture turistiche ricettive anche rurali. Questo bando è veramente molto interessante e sovvenziona moltissime tipologie di spesa relative ad appartamenti, hotel, campeggi, “fincas” e più in generale tutte quelle strutture che possano accogliere  turisti, a conferma del fatto che in questi ultimi anni non solo le presenze turistiche sono aumentate in Costa del Sol (9.000.000 nel 2016, + 6,5% rispetto all’anno precedente), ma la domanda supera l’offerta, tanto che il comune di Torremolinos ha di recente promosso un incontro tra i sindaci dei comuni più importanti della Costa del Sol e la Junta de Andalucia per studiare nuove strategie economiche volte a consentire di migliorare le infrastrutture, i trasporti e in generale le risorse del territorio, al fine di sfruttare al meglio questa nuova ondata storica di turisti.

 

Fonti: “Ivecinos.es” del 21 aprile 2017, Camara de Comercio de Malaga, 

 

Problemi con la lingua? Questo portale vi può aiutare

Quante persone si sono trasferite in Costa del Sol senza conoscere una parola di spagnolo? Che tipo di difficoltà hanno incontrato una volta giunti sul posto? Ebbene per quella che è stata la nostra esperienza qui in Costa possiamo dire che la gran parte delle persone che abbiamo conosciuto e che qui si sono trasferite prima di noi non hanno dato molto peso alla scarsa o nulla conoscenza della lingua locale, un po perché, si sa, la lingua spagnola è affine a quella italiana, un po perché tanto, dovendo aprire una propria attività commerciale, chi se ne importa se non si conosce la lingua, in qualche modo ci si fa capire con i clienti, no? Lì per lì si può anche essere d’accordo, ma poi riflettendoci meglio … non è così scontato l’argomento, perché con il tempo ci si accorge che non solo emergono difficoltà impreviste o sottovalutate nel rapportarsi con gli uffici pubblici, i vari enti locali o più semplicemente con il proprio padrone di casa, ma non è poi nemmeno così semplice relazionarsi con i propri clienti. Se poi non si conosce neppure l’inglese, lingua qui estremamente diffusa per l’altissimo numero di residenti e turisti anglofoni, comincia a diventare un problema. A chi ci contatta consigliamo sempre di studiare per tempo almeno a livello base la lingua spagnola, ma anche perfezionare (se già conosciuta) la lingua inglese, proprio per non farsi trovare impreparati dinanzi alle varie sfide quotidiane. Se proprio non si ha voglia o tempo per dedicarsi all’apprendimento di una nuova lingua con corsi specifici, allora riteniamo utile affidarsi a strumenti alternativi che possono fornire un aiuto importante e concreto.

In questo senso ci sentiamo di consigliare bab.la (http://bab.la/),  un portale linguistico interattivo e un magazine online per espatriati che offre dizionari bilingue, articoli sulla vita all’estero, lezioni di lessico, test e giochi linguistici, il tutto in maniera assolutamente gratuita. Disponibile attualmente per 28 lingue (spagnolo e inglese, ma anche arabo, cinese, ceco, danese, olandese, finlandese, francese, esperanto, tedesco, greco, hindi, ungherese, indonesiano, italiano, giapponese, coreano, norvegese, polacco, portoghese, romeno, russo, swahili, svedese, thailandese, turco e vietnamita), il sito si basa su un modello wiki, che permette agli utenti di dare il loro contributo e feedback sui contenuti. Il portale bab.la, fondato nell’anno 2007,  dall’aprile 2015 si è unito alla famiglia Oxford Dictionaries, diventando parte della Oxford University Press ed è in grado di offrire un numero elevato di frasari con l’italiano: 
Italiano – Inglese
Italiano – Arabo
Italiano – Cinese
Italiano – Ceco
Italiano – Danese
Italiano – Tedesco
Italiano – Greco
Italiano – Esperanto
Italiano – Spagnolo
Italiano – Finlandese
Italiano – Francese
Italiano – Hindi
Italiano – Ungherese
Italiano – Giapponese
Italiano – Coreano
 Italiano – Nederlandese
Italiano – Polacco
Italiano – Portoghese
Italiano – Rumeno
Italiano – Russo
Italiano – Svedese
 Italiano – Thailandese
Italiano – Turco
Italiano – Vietnamita

Perché portarsi ancora dietro scomodi libretti e guide cartacee dove trovare un dizionario (spesso monolingua), quando è possibile consultare frasari multilingua direttamente sul proprio telefono cellulare, che comunque abbiamo sempre con noi? Se poi si abbina l’utile al dilettevole, ci si può divertire con test o giochi linguistici che potranno esserci molto utili nel momento del bisogno. Perché non approfittarne?

 

 

Quale 2017 per la Costa del Sol? Parte seconda

Ci eravamo lasciati cercando di capire quale 2017 aspettarci per la Costa del Sol. Come spesso accade, per ipotizzare il futuro bisogna guardare al recente passato. L’anno 2016 è stato un anno molto positivo per l’imprenditoria in Costa del Sol. Di fatto il numero di operatori economici è aumentato del 9,4%, e per ogni tre imprese create nell’intera Andalusia, una è nata in provincia di Malaga. Questa sviluppata mentalità d’impresa continuerà la sua crescita ed il suo consolidamento nell’anno 2017. Sono nate infatti iniziative di appoggio e impulso alla creazione e allo sviluppo di imprese, centri di “coworking”, sia nella capitale che nei distinti comuni della provincia, così come altri programmi specializzati, tra cui spicca il “Turism Hub”. Nonostante ciò ancora molto si può e si deve fare, come ad esempio migliorare l’accesso al credito. E’ una sfida da vincere, soprattutto per compensare il possibile rallentamento del commercio mondiale e stimolare le vendite all’esportazione. La progressiva diversificazione dell’esportazione dei prodotti malagueñi dovrebbe comunque consentire un buon dinamismo, considerato che nell’economia locale i paesi extraeuropei (come Usa, Cina, Messico, Giappone e Hong Kong) rappresentano le mete preferite nelle esportazioni della Costa del Sol, rispetto ad altre province spagnole, il che significa che si stanno sfruttando delle ottime opportunità di fare affari con altri paesi extracomunitari. E che dire sul famoso “PTA”? Il celebre “Parque Tecnologico de Andalucía” ha appena vissuto un anno chiave nell’ottica della sua internazionalizzazione. Non solo vi si sono installate nuove imprese straniere, ma le multinazionali già ubicate hanno consolidato la loro presenza, dimostrando di voler scommettere su quest’area estremamente funzionale e proiettata allo sviluppo. La presenza di realtà imponenti come Oracle, Accenture o CGI ne sono chiari esempi, con un buon ritorno sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Le infrastrutture, che ruolo avranno in questo nuovo anno?  Certamente i rallentamenti nella realizzazione dell’ultima linea metropolitana non sono una buona notizia, soprattutto perché tanto la Metro di Malaga quanto gli autobus pubblici hanno aumentato nell’anno appena trascorso la propria quota di viaggiatori. Ciò significa che i cittadini ed i turisti hanno apprezzato la spinta all’utilizzo dei mezzi pubblici, quindi velocizzare le ultime opere potrebbe consentire di migliorare ulteriormente la viabilità stradale e la qualità del trasporto pubblico urbano. Ma il fiore all’occhiello delle infrastrutture della Costa del Sol non può che essere il suo aeroporto, Malaga – Costa del Sol, che l’anno passato ha superato la cifra storica dei 16 milioni di passeggeri, con un incremento del 15,7% rispetto all’anno 2015. Nuove rotte son state create, come già raccontato in questo blog, e altre nasceranno nel 2017, per consentire in particolar modo a britannici, tedeschi e francesi di godere di voli in numero sempre maggiore per raggiungere le località preferite per una vacanza, ma anche per trascorrere gran parte dell’anno godendo del clima favorevole della Costa del Sol. Purtroppo quei turisti che vorranno raggiungere dall’aeroporto la città di Marbella dovranno continuare a non poter utilizzare alcuna linea ferroviaria. Marbella infatti è la unica città con oltre 100.000 abitanti che ancora non dispone di una connessione ferroviaria, e nemmeno risulta in nessun progetto di bilancio, considerato che il governo di Madrid si è mostrato sempre reticente a finanziare da solo un’opera che richiederebbe uno sforzo finanziario non indifferente.  In compenso il porto di Malaga beneficerà di diversi progetti grazie al finanziamento del Fondo de compensación interportuario. Gli investimenti più importanti riguarderanno lo studio di viabilità relativo all’interramento della linea ferroviaria di accesso al porto e i lavori per la creazione della nuova sede della Guardia Civíl. Ma indubbiamente l’opera più attesa riguarda l’inizio dei lavori per la creazione del mega hotel del porto, che tuttora procede con la sua fase amministrativa. E la sanità pubblica, come procede? Nello scorso anno abbiamo assistito all’ampliamento dell’Hospital Costa del Sol di Marbella, nonché alle opere di modernizzazione del pronto soccorso dell’ospedale Carlos Haya di Malaga. L’offerta sanitaria comunque subirà un pregevole incremento dovuto alle recenti aperture degli ospedali di Ronda e del Guadalhorce, alle porte di Malaga, quest’ultimo in particolare consentirà di smaltire l’eccessivo afflusso di pazienti all’ospedale clinico universitario della città, servendo un gran numero di pazienti della sua prima cintura urbana. I poligoni industriali proseguiranno la loro crescita? I dati raccolti nel 2016 fanno ben sperare in tal senso. Sicuramente sono migliorati nell’ultimo anno appena trascorso, perché gli sforzi compiuti hanno portato ad incrementare il potenziale tecnologico del 30% delle imprese ospitate, grazie anche al cambiamento di mentalità dei loro proprietari, molto più formati e propensi all’internazionalizzazione dei loro prodotti anche a fronte di una domanda in crescita, e non solo nella frutta tropicale, tipico prodotto locale di fama mondiale, ma in genere in molti prodotti alimentari che hanno consentito a Mercamálaga, il Mercato centrale della capitale, di raggiungere a novembre 2016 vendite superiori a 200.000 tonnellate di prodotto, tra frutta, verdura e prodotti del mare. Un settore che proseguirà certamente con la sua crescita sarà quello del vino, la cui produzione si prevede possa essere di qualità molto elevata, anche grazie allo stimolo fornito, in questi ultimi anni, dal potenziamento del turismo enologico. A proposito di turismo, che novità ci porterà questo 2017? in progetto c’è lo sviluppo dell’area de los Dólmenes de Antequera, che nel 2016 hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento di sito patrimonio dell’umanità dall’Unesco. In fase di realizzazione infatti vi è il Museo de los Dólmenes, nel quale già sono stati investiti due milioni di euro. Ma non è l’unica opera museale che andrà ad arricchire la già abbondante offerta culturale della città. La provincia di Malaga infatti ha già stanziato un milione di euro nel futuro Museo de la Ciudad de Vélez-Málaga (MUVEL), che sarà inaugurato prima della prossima estate. La regione andalusa finanzierà le migliorie del Museo de La Aduana e del Museo Picasso, senza dimenticare il denaro destinato all’Orquesta Ciudad de Málaga (OCM). In ultimo, quali le novità previste per l’università di Malaga in questo 2017? Con una spesa prevista di 250 milioni di euro il Campus de Teatinos, che ospita la città universitaria, continua il suo processo di ampliamento e sorgerà finalmente la facoltà di Psicologia, oggetto di interminabili iter burocratici  dal lontano 2008, ma è attesa anche la nuova proposta formativa, quella che consentirà di conseguire il doppio titolo di “Finanza e Contabilità + Amministrazione e direzione d’impresa”.

Per chiudere con questa carrellata sulle novità in Costa del sol per l’anno 2017 possiamo dire che sarà senz’altro un (altro) anno carico di opportunità, grazie alla solidità del suo turismo ed alla dinamicità del suo tessuto commerciale.

 

Fonte: “Vidaeconomica” n. 39