Malaga attrae, Malaga vince

Malaga attrae, Malaga vince: lo dicono i dati. Il prestigio di Malaga come polo di attrazione per investitori nazionali e stranieri è confermato dalla sempre crescente mole di turisti e dall’onda di innovazione che sta generando. Secondo un recente studio di “Trivago”, la capitale della Costa del Sol si colloca tra le 100 città con la migliore reputazione on line del mondo. Rappresenta inoltre la locomotiva economica dell’intera Andalusia, rafforzandosi ogni anno sempre di più. A livello turistico già si sapeva, la novità arriva invece da settori che un tempo qui non venivano nemmeno considerati. L’imprenditoria, la cultura, l’innovazione, sono tutte componenti che continuano ad attrarre operatori economici tanto nazionali quanto internazionali, la crescita della città sta avanzando in maniera inaspettata fino a pochi anni fa, tanto che calle “Larios” è diventata meta prediletta da molte firme mondiali. I principali “retailers” del settore tessile vogliono collocarsi nel salotto buono della città, come “Victorias’ Secret”, che apre proprio qui il suo primo punto vendita in Andalusia. Tutti i più grandi operatori del settore tessile, moda, ristorazione e tecnologia cercano di mettere un piede in calle “Larios”, semplicemente perché non possono mancare nel cuore di una città dinamica, di ispirazione, in costante movimento e tra le più cosmopolite di Spagna,  dove si mescolano culture e nazionalità differenti in continua evoluzione e creatrici di nuove tendenze. La calle “Marqués de Larios” è la nona via commerciale più cara di Spagna, secondo il “Main Streets Across the World”, dove le banche, le gioiellerie e i negozi di scarpe hanno lasciato spazio a firme di caratura mondiale o Premium, come Berskha, Pull&Bear, Calzedonia, Intimissimi, Massimo Dutti, Oysho ecc… Sempre nuovi operatori stanno sbarcando nella capitale, come Pandora, firma di gioielleria danese fondata nel 1982, negozi monomarca che escono dai “corners“ dei grandi centri commerciali per proporsi “a pie de calle” nel centro storico della città, cosa impensabile fino a pochi anni fa. Le infrastrutture di nuova realizzazione come metro, AVE, terzo terminal dell’aeroporto, pedonalizzazione del centro, terminal crocieristico nel porto, maggiore offerta di hotel di lusso, musei di prim’ordine ecc… hanno fatto si che la città da punto di mero passaggio diventasse meta prescelta dal turismo di tutto il pianeta. Stiamo assistendo negli ultimi mesi ad un incremento nei prezzi degli immobili, nel centro storico ma anche in zone prima molto meno considerate seppur centriche, proprio in risposta a questa ondata di nuovo turismo di qualità, non solo mordi e fuggi. Gli operatori del settore immobiliare ma anche privati proprietari di case procedono ormai senza esitare a ristrutturare immobili, creare nuove attività ricettive, con modalità e forme nuove (come “B&B”, concetto di turismo ancora qui non assimilato del tutto dove molto ci sarebbe da fare, secondo gli addetti ai lavori) proprio perché questa ondata turistica è in parte inaspettata, avendo dato frutti (per molti insperati) l’enorme pubblicità che la regione ha promosso di questa città in Europa e nel mondo. Ma la Costa del Sol non è solo Malaga, perché Marbella rappresenta insieme a Barcellona il principale polo di attrazione nel settore lusso. Puerto Banús accoglie operatori del calibro di Versace, Cartier, Luis Vuitton, Bulgari, Ralph Lauren, Armani, Valentino, cui si affiancano di recente Loewe, Pilma, Max Mara, Intimissimi, Orlebar Brown. Chiaro che la tipologia di consumatori in Malaga e Marbella è fortemente distinta, tanto che entrambe le località si complementano, offrendo l’una alcune cose che l’altra non può offrire. Marbella non solo offre un contesto di marche Premium, ma è circondata da case, veicoli e imbarcazioni di lusso. Dato l’elevato numero di turisti in costante crescita in Costa del Sol, la ristorazione continua il suo processo di crescita e continuo rinnovamento. Cresce l’appeal per i prodotti “bio” e salutistici, ma cambiano anche i concetti di ospitalità ed intrattenimento all’interno dei locali stessi. “Fábrica Cruzcampo” ad esempio ha abbinato il concetto di birreria artigianale all’alta ristorazione inaugurando un locale innovativo e di tendenza nel centro di Malaga, dove il cliente può assaporare una gastronomia di alta qualità mentre condivide l’arte dell’elaborazione della birra artigianale dalle mani dei maestri di Cruzcampo. Ma la locomotiva malagueña si manifesta anche nei settori della telefonia, gadgets e tecnologia in generale. L’affermarsi dell’alta ristorazione e della moda in Costa del Sol ha spinto e facilitato l’ingresso di “players” operanti in altre aree, creando un effetto di trascinamento per convogliare sul territorio operatori di primo livello, quali Holamobi, Huawei, Bang&Olufsen, marchi che hanno ritenuto imprescindibile avere una presenza sul territorio nelle proprie logiche di espansione commerciale anche grazie al dinamismo e alla reputazione del “Parque Tecnologico de Andalucía” (PTA), che ospita più di 635 imprese in un contesto multietnico e altamente performante. Malaga “ciudad geniál”… 

Fonte: “Vidaeconomica.es” di febbraio 2018

 

Turismo rurale in Costa del Sol ed opportunità di business

Turismo rurale in Costa del Sol ed opportunità di business: questa la nuova frontiera del turismo verso cui gli enti locali stanno orientando la spinta promozionale di questo territorio. La grande biodiversità della provincia di Malaga rende la Costa del Sol una meta assolutamente unica anche nella stagione invernale, a comprova che la sua reputazione va al di là del classico binomio sole e spiaggia. Il clima estremamente dolce anche nei mesi più freddi rende sempre più rilevante la richiesta di turismo rurale nella provincia , che al suo interno offre veramente molto per chi decide di passarci un periodo di vacanza fuori stagione, ma anche per coloro che volessero trasferirsi qui ma non hanno l’impellente richiamo di vivere fronte mare. La provincia di Malaga ha creato a questo proposito un apposito segmento turistico chiamato “VITA” (Verde, Interior y Turismo Activo) che meglio non poteva rappresentare le opportunità di condurre una vita immersa nella natura tutto l’anno, anche in bassa stagione. Quest’anno abbiamo assistito ad un afflusso turistico che non ha smesso di fare registrare record anche nei mesi solitamente più complicati, come ottobre e novembre, caratterizzati da moltissime presenze anche nelle strutture ricettive rurali, laddove Malaga ha segnato a metà ottobre il picco di presenze in questi siti, raggiungendo la enorme percentuale del 53%  rispetto all’intera regione andalusa. Ma quali sono le principali attrazioni di questa provincia per il turismo rurale? Sicuramente al primo posto si trova il famoso “Caminito del Rey”, un luogo veramente unico nel suo genere, collocato all’interno del Paraje Natural del Desfiladero de los Gaitanes, compreso tra i comuni di Alora, Ardales e Antequera, rappresenta a giusta ragione la principale meta del turismo rurale in Costa del Sol. Ciò non solamente per la spettacolarità dei suoi paesaggi, ma anche per il ritorno economico che attribuisce ai comuni che lo ospitano. Solo nel passato mese di settembre le presenze sono state ben 28.000, praticamente “sold-out” in ogni giornata di apertura. Questa è una meta imprescindibile per il turismo attivo, quindi un percorso immerso in un contesto naturale da urlo che, sostengono gli addetti ai lavori, sarà sempre più fiore all’occhiello anche nei prossimi anni, un traino per un turismo responsabile e sostenibile in grado di generare ricchezza in tutti i sensi, senza dimenticare la cultura, le tradizioni locali, la natura e tutto il contesto che lo rendono un posto veramente incantevole. A seguire come non menzionare i “Dolmenes” di Antequera, che finalmente nel 2016 ha ottenuto il suo “sigillo di qualità” mondiale, ossia il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco. Questo sito archeologico ha dato una iniezione di vita alla città di Antequera ed a tutta la comarca, visto che il 2017 dovrebbe registrare il superamento delle 200.000 visite, con enorme soddisfazione da parte delle strutture ricettive e dei commercianti, a partire dagli hotel e dai ristoranti. In terza posizione si colloca la magnifica città di Ronda, da sempre considerata una tra le più belle città storiche di Spagna a livello nazionale e internazionale, se non la più bella in assoluto, che un record sicuramente lo può vantare: quello di ospitare la Plaza de Toros più antica del Paese. La città millenaria di Ronda infatti accoglie un centro storico dichiarato bene di interesse culturale dal lontano 1966. Tra i suoi monumenti più apprezzati vale ricordare el Tajo, el coso taurino, los baños árabes e il Palacio de Mondragón, tra gli altri. Le tre perle storiche-naturalistiche appena menzionate sono delimitate dalla Gran Senda de Málaga, un percorso lungo oltre 650 km che segna il limite della provincia e consente al viaggiatore di conoscere tanto la costa quanto l’interno del territorio di Malaga. Durante le 35 tappe di cui è composto questo tragitto, pensato anche per le famiglie, si incontrano ben 4 parchi naturali, 2 riserve naturali e 3 altre  zone rurali dove è possibile svolgere attività sportive come rafting, vie ferrate, canyoning, canottaggio, trekking, arrampicata ecc… Insomma la provincia di Malaga ha veramente mille facce, basti pensare che ospita molti “pueblos blancos” al suo interno, località como Casares, Nerja (con le sue grotte ed il celebre “Balcón de Europa”), un repertorio vario e diversificato, dalla Sierra de los Montes de Malaga alla Laguna de Fuente de Piedra, da el Torcal de Antequera fino alla Sierra de las Nieves, passando per il pantano de El Chorro, tra gli altri, siti di grande interesse naturalistico e paesaggistico, oltre che storico e gastronomico. Le bellezze e le virtù di questa terra sono state da noi più volte decantate in diversi articoli, però questa volta vogliamo soffermarci sulla possibilità di considerare questi luoghi non solo come meta turistica, bensì come centri per stabilire il proprio domicilio familiare e nel contempo esercitare un’attività lucrativa.

Sempre più di frequente infatti riceviamo richieste relative alla possibilità di costituire B&B, acquisire “fincas” da convertire in agriturismo o “casas de campo” o chalet da ristrutturare per destinarli ad abitazione familiare ma anche adibiti per accogliere turisti, insomma di tutto di più. Una cosa è certa: in questo territorio il turismo rurale offre grandi margini di sviluppo nel prossimo futuro perché solo in questi ultimi tempi lo si sta promuovendo a dovere, supportato dall’attività di promozione svolta dagli enti locali per il ripopolamento di aree agresti più interne e da bandi di finanziamento pubblico che estendono le sovvenzioni a tutte le opere di ristrutturazione. Le opportunità dal punto di vista immobiliare sono molto interessanti soprattutto se si scelgono le località meno inflazionate dell’interno, non necessariamente a notevole distanza dalla costa, bastano 30 km per scoprire occasioni veramente interessanti in contesti misti rurali e urbani, spesso e volentieri con annessa attività agricola. Ma le iniziative imprenditoriali possono anche riguardare la creazione di vere e proprie imprese di trasformazione dei prodotti che queste terre e gli allevamenti ivi installati possono fornire, come ad esempio il latte di capra, particolarmente pregiato da queste parti. Per maggiori approfondimenti sulle possibilità di fare impresa qui, di investire in attività redditizie e per conoscere meglio la realtà della Costa del Sol rimandiamo alla nostra pagina web:

 

Fonte: “Vidaeconomica” di novembre 2017

Investire a Malaga: perché no?

 

 

 

Investire a Malaga: perché no? Negli ultimi anni la città di Malaga è stata protagonista di uno sviluppo economico decisamente importante sotto la spinta di fattori chiave come il turismo, evidentemente, ma anche la cultura, l’innovazione tecnologica, la propensione nello sviluppo di nuove imprese ed attività commerciali, che l’hanno resa una delle prime città di Spagna per dinamismo economico e spinta imprenditoriale. Le sue infrastrutture di trasporto, la fortunata localizzazione geografica e l’appoggio della pubblica amministrazione alle nuove iniziative d’impresa la rendono la capitale economica dell’Andalusia, un’area di influenza di quasi 1,7 milioni di persone collegata per via aerea con 142 destinazioni nel mondo, grazie al quarto aeroporto di Spagna per numero di passeggeri. Nel felice momento economico che attraversa questo Paese, Malaga rappresenta una punta di diamante per la promozione di nuove iniziative imprenditoriali in questo meraviglioso territorio. Il suo protagonismo a livello turistico, il capitale umano e i costi di installazione la rendono un luogo perfetto per visitare, vivere, lavorare ed investire. Non per nulla la capitale della Costa del Sol sarà una delle poche città di Spagna che nei prossimi 15 anni non soffrirà una contrazione nella sua popolazione, che aumenterà di circa 110.000 persone in base alle stime. L’aumento del peso demografico comporterà necessariamente un incremento del suo potenziale economico, per questa ragione le istituzioni pubbliche locali stanno investendo molto denaro e impegno per consolidare le basi di una economia diversificata, solida, tecnologica, culturale, educativa e innovativa, con l’intento di sviluppare ulteriore dinamismo nei consumi. La città è destinata a rappresentare un punto di riferimento per l’intero bacino meridionale dell’Europa, con grande capacità di attrarre investimenti e talenti. E’ stata creata una marca molto importante e forte, “MARCA MALAGA”, vero motore economico dell’Andalusia e lider nella creazione di imprese in Spagna, dietro solamente a Madrid e Barcellona, con un tessuto imprenditoriale e una cultura d’impresa in continua crescita. Il crescente successo di Malaga come luogo di attrazione di investimenti ed esempio di cooperazione pubblica-privata è dovuto anche ad un servizio pubblico di attenzione ed assistenza all’imprenditore ed all’investitore unico nel suo genere per città di questa dimensione, con uffici pubblici dedicati ad appoggiare nuove iniziative economiche, con consulenza personalizzata e ripartita su aree differenti, dall’individuazione della migliore ubicazione per le installazioni d’impresa fino alla ricerca e selezione del  personale. Il comune di Malaga, cosciente dell’importanza di agevolare l’approdo di investitori stranieri,  ha creato una rete che facilita l’arrivo, l’installazione, la ricerca delle aree geografiche più opportune, di soci locali e di opportunità di business per chiunque vuole scommettere su Malaga come nuova destinazione dei propri affari. I settori economici che rendono questa location un ecosistema perfetto per il suo sviluppo sono i seguenti: innovazione, nuove tecnologie, sanità, logistica, agro-alimentare, sviluppo software, tessile ecc… Malaga sta affrontando una sfida molto stimolante: rappresentare con Madrid e Barcellona il terzo vertice del triangolo economico di Spagna, per generare ricchezza e impiego di qualità; con questo intento le istituzioni pubbliche lavorano alacremente per aumentare la reputazione e l’appeal della città nel panorama internazionale, fornendo appunto un supporto deciso ed unico nel suo genere.

Per chiunque volesse approfondire queste possibilità, conoscere il territorio e le sue opportunità, interloquire con uffici e agenzie pubbliche,  con banche o qualsiasi altro ente pubblico o privato dedito allo sviluppo d’impresa può contattarci, abbiamo le competenze e le possibilità per assistervi nella decisione di delocalizzare la vostra impresa o trovare partner locali per inserirvi nel mercato spagnolo.

Volete fare un tour esplorativo d’impresa in Costa del Sol? Vi offriamo questa grande opportunità, cliccate qui e capirete di cosa stiamo parlando!

Fonte: Dossier “Málaga productiva”

Malaga città all’avanguardia e innovativa

Malaga città all’avanguardia e innovativa: questo il lato non più nascosto della capitale della Costa del Sol. Certamente conosciuta come meta turistica per milioni di persone, pochi sanno che Malaga si è consolidata come una delle città europee di riferimento per la mobilità sostenibile. Lo dicono i numerosi servizi e mezzi di trasporto che sono stati introdotti  in città poco a poco, che la rendono una vera e propria città “intelligente”. Durante lo scorso mese di settembre la capitale fu sede della Settimana Europea della Mobilità, evento creato per sensibilizzare e orientare i cittadini europei affinché scelgano di utilizzare mezzi di trasporto ecologici. E Malaga da anni ormai scommette su questa filosofia, al punto che è diventata la prima città di Spagna ad aver introdotto su due linee urbane rilevanti solo autobus elettrici-ibridi, dei quali 11 sono entrati in funzione proprio in occasione di tale manifestazione. Chiaramente il riscontro in termini di risparmio di combustibile sarà molto rilevante, si parla di 195.000 litri in un anno, con conseguente riduzione di emissioni di gas di scarico in maniera importante. Gli stessi cittadini malagueñi stanno maturando una coscienza eco-sostenibile e sono in numero sempre maggiore coloro che si recano sul posto di lavoro utilizzando le linee di autobus ecologici, ma anche la metro di Malaga che collega due zone importanti della città: il centro e l’Università. Con una tessera unica del consorzio di trasporti di Malaga i fruitori del servizio pubblico possono accedere ad entrambe le linee di trasporto pubblico. Ma non finisce qui: la città da sempre punta forte sui mezzi non a motore come la bicicletta elettrica, per questo motivo le recenti realizzazioni di piste ciclabili e di aree adibite al noleggio pubblico di questi mezzi hanno contribuito a moltiplicare per quattro l’utilizzo in città di questo veicolo economico per eccellenza. Inoltre il suo noleggio è molto semplice, basta registrarsi nella pagina web  http://malagabici.malaga.eu/webpublica/ con la tessera del trasporto pubblico municipale per disporre di una bicicletta pubblica con cui spostarsi in città e poi consegnarla in altra area pubblica abilitata. Il tema ecologico è fondamentale per questa città tanto che imprese private si dedicano a noleggiare auto in condivisione con altri conducenti durante la giornata, per ridurre il numero di veicoli inquinanti sulle strade ed evitare che molti, troppi veicoli restino parcheggiati inutilmente per le strade della capitale. In questa direzione, quindi verso uno spazio ed un ambiente sostenibile per tutti, si sta muovendo anche la giunta comunale che ha avviato lavori di riqualificazione di aree pubbliche, come la zona della Alameda Principal, il cuore di Malaga, che sarà convertita in uno spazio con zone verdi, percorsi pedonali e piste ciclabili, riducendo così di molto l’attuale passaggio veicolare inquinante.

Fonte: “Vidaeconomica” di ottobre 2017

CEDESI RISTORANTE DI CHARME IN MARBELLA CON ENOTECA

Cedesi ristorante italiano di charme in Marbella con enoteca, opportunità unica per ristoratori o manager che sappiano gestire clientela di un certo livello già acquisita in questi quasi due anni di attività! Trattasi di un locale unico nel suo genere, perché l’ambientazione ricercata con giochi di luce, quadri eleganti e dettagli raffinati ne fanno la meta prediletta di una clientela internazionale e locale di medio-alto rango; qui possono godere di uno spazio all’occorrenza a loro esclusivamente riservato per party, serate conviviali o cene d’affari, dove non si bada a spese ed il menù è sempre all’altezza, offerto da una cuoca esperta in cucina toscana di alto livello; ingredienti primari di qualità rigorosamente italiana, pesce fresco e vini pregiati e selezionati offerti dalla adiacente enoteca di proprietà sono il miglior biglietto da visita per clienti di ogni nazionalità, uomini d’affari, politici, golfisti, musicisti, insomma persone amanti del buon gusto italiano. Per l’allestimento di questo locale non si è badato a spese, come pure per la sua spinta commerciale e di marketing perché si è focalizzato verso il raggiungimento di un obiettivo ben preciso: creare un locale che potesse funzionare tutto l’anno, con clientela selezionata, una offerta qualitativamente alta e con attenzione per ogni dettaglio: dalla luce del bancone alle dimensioni di tavoli e sedie, dalla musica di sottofondo diffusa in sala all’opportunità, nelle calde e movimentate serate estive, di potersi godere una cena in intimità seduti su comodi divani in un “dehors” privato, per coccolare adeguatamente i clienti che non disdegnano così di spendere un po di più rispetto alla media. Del resto la poliedricità, il layout ricercato e le dimensioni di questo ristorante consentono di variarne il “vestito” per adattarlo ad ogni esigenza o richiesta da parte dei clienti, tra cui imprese e club sportivi privati. 

La fase di start-up di questo locale si è appena conclusa ed è venuto il momento di raccogliere appieno i frutti di molto lavoro, con una prospettiva immediata di alto rendimento se gestito da mani esperte di questo settore, quindi da persone che sappiano accogliere e viziare i clienti e che magari sappiano abbinare l’attività di ristorazione a quella di sommelier, per sfruttare l’enoteca creata a supporto dell’attività stessa ma funzionante anche come vendita all’ingrosso e al dettaglio, in quanto già dispone di permessi e di un progetto tecnico pronto per essere attuato. Le dimensioni del locale e la tipologia di clientela ne fanno una realtà adatta al massimo rendimento anche perché non impegnativa in termini di costi di gestione (a partire dal canone di locazione mensile), contando in circa 60 posti a sedere tra interno ed esterno, una cucina calibrata e totalmente attrezzata, insomma un locale dove il titolare può divertirsi ad intrattenere amici, clienti ed avventori. Il suo è il compito più impegnativo, ma anche quello più redditizio e di maggior prestigio e soddisfazione. La cessione di questo locale può riguardare le due attività commerciali o anche l’intero pacchetto societario, con tutti i vantaggi che ne conseguono, contrattuali e fiscali. La trattativa è riservata, non esitate a contattarci e saremo lieti di fornirvi tutti i dettagli del caso nel nostro ufficio ma solo se realmente interessati a rilevare qualcosa di unico, con un investimento importante alle spalle ed un grande futuro davanti a sé.

Per appuntamento: info@italianicostadelsol.it 

 

E’ FINALMENTE ARRIVATA LA RIFORMA DEL “RETA” !

E’ finalmente arrivata la riforma del “RETA” ! Dopo tanta attesa ora è ufficiale: la legge 6/2017 del 24 ottobre scorso contenente le riforme urgenti in tema di lavoro autonomo è stata pubblicata in data 25 ottobre sul bollettino ufficiale dello stato spagnolo (BOE), dando così attuazione immediata ad alcuni articoli mentre altre misure introdotte troveranno applicazione a partire dal nuovo anno 2018. In breve cerchiamo di riassumere i contenuti di questa riforma perché alcuni sono estremamente rilevanti per chi vuole aprire una personale posizione autonoma in Costa del Sol, come già scritto in un precedente articolo

Di seguito i punti essenziali della riforma:

  1. TARIFA PLANA – I nuovi “autonomi” che decideranno di aprire una attività economica a partire dal mese di gennaio 2018 godranno di una durata della “Tarifa plana” allungata a 24 mesi, rispetto agli attuali 18 mesi, con le seguenti modalità: nei primi 12 mesi pagheranno solo 50 euro, per i successivi 6 mesi la quota intera sarà ridotta del 50% (quindi pagheranno euro 137,97) e negli ultimi 6 mesi la riduzione ammonterà al 30% (quindi pagheranno euro 192,79); potranno accedervi per la prima volta coloro che non avranno versato contributi al regime autonomo negli ultimi due anni (contro i cinque previsti finora) e potranno di nuovo accedere al regime agevolato (per la seconda volta) coloro che avranno cessato la precedente attività almeno da tre anni.
  2. DEDUZIONI FISCALI  – saranno consentite deduzioni fiscali IRPF a partire da gennaio 2018 che prima non esistevano, tra cui il 30% dei costi per il sostenimento delle utenze domestiche (gas, acqua, elettricità, telefonia e internet) allorché si dichiari di svolgere la propria attività in casa, nonché i costi di vitto e alloggio sostenuti nell’esercizio della propria attività, sostenuti con mezzi elettronici e certificati da regolare fattura, euro 27,27 giornalieri sul territorio spagnolo o euro 48,00 se sostenuti all’estero.
  3. SISTEMA DI CONTRIBUZIONE – i contributi saranno versati per giorni effettivi di permanenza nel regime, quindi non più per mesi interi bensì per giorni a partire dalla data in cui si viene iscritti nel regime e fino a quella in cui si cessa di appartenere al “RETA”.
  4. SANZIONI PER RITARDATI VERSAMENTI – in caso di mancato versamento di una quota di contributi la sanzione applicata non sarà più pari al 20%, bensì al 10%, qualora si paghi entro il mese successivo.
  5. AUTONOMO SOCIETARIO – la quota relativa alla figura dell’autonomo societario non viene più vincolata al SMI e al gruppo A del Regimen General, così non sarà soggetta ad ulteriori aumenti in funzione delle dinamiche del regime ordinario di contribuzione, cui era finora legata, e potrà mantenere una sua autonomia.  
  6. MATERNITA’ O PATERNITA’ – le donne che dovranno interrompere il proprio lavoro autonomo causa maternità potranno rientrare nel regime senza che debbano trascorrere i due anni sopra menzionati; ma vi è di più: gli autonomi che saranno a riposo lavorativo per maternità, paternità, adozione o gravidanza a rischio godranno di uno sconto totale del 100% della quota contributiva, durante tale periodo, mentre finora dovevano continuare ad effettuare i pagamenti mensili; la stessa misura è prevista durante un anno di lavoro in caso di avere a proprio carico figli minori di dodici anni o familiari in situazione di dipendenza, purché venga assunto un lavoratore alle proprie dipendenze.
  7. RISCHIO LAVORATIVO – viene riconosciuto anche per gli autonomi l’incidente di lavoro “in itinere”, cioè quello accaduto nel tragitto di andata o ritorno dal luogo di lavoro.

Restano ancora alcune questioni che saranno dibattute da una apposita commissione di studio, come la contribuzione a tempo parziale per gli autonomi o il chiarimento del concetto di abitualità, però questa norma ha finalmente innovato un sistema di accesso al lavoro autonomo che da troppo tempo era in attesa di una riforma degna di questo nome.

 

Fonte: “El Economista.es”

 

IL “RETA” IN SPAGNA SARA’ FINALMENTE RIFORMATO?

IL “RETA” IN SPAGNA SARA’ FINALMENTE RIFORMATO? E’ questa la fatidica domanda che noi operatori del settore ci poniamo da molti mesi. Il “RETA” è il regime di contribuzione dei lavoratori autonomi in Spagna,  e la recente legge estiva che doveva riformarlo non ha provveduto ad inserire alcune delle rivendicazioni storiche e proposte presentate sul tavolo legislativo da parte dell’unione dei professionisti operanti nel settore del lavoro autonomo. Su tutte ricordiamo l’introduzione della quota super-ridotta per quei lavoratori autonomi che generano un fatturato minimo, proposta che comunque si trova attualmente sul tavolo di lavoro della commissione preposta a riformare integralmente il “Régimen Especial de Trabajadores Autónomos” (appunto RETA). L’argomento risulta di particolare interesse giacché tutti coloro che qui in Costa del Sol (e non solo) vogliono aprire una propria attività autonoma si imbattono prima o poi nel pagamento di questo onere contributivo mensile, sia come imprenditori individuali che come amministratori di società di capitali, le due figure più comuni. Ad oggi esiste una particolare agevolazione denominata “Tarifa Plana” che consente, rispettando alcuni requisiti, di risparmiare una discreta quantità di denaro nei primi 18 mesi di apertura di una nuova attività d’impresa in forma individuale, poiché il pagamento avviene per scaglioni semestrali in forma ridotta. A coloro che si affidano a noi per l’apertura dell’attività consigliamo sempre questa soluzione alternativa alla forma societaria, se non sussistono particolari esigenze di natura commerciale o economica di costituirsi come società, proprio perché consente di risparmiare denari utili in una fase di “start-up”. Però da sempre ci sono dei “vuoti normativi” in questa legge che non consentono ad esempio di includere gli amministratori di società in questa particolare agevolazione, oppure di effettuare un pagamento proporzionato ai giorni di contribuzione effettiva, tutti elementi che dovranno essere presi in considerazione. La proposta di riforma si basa in sintesi su tre punti essenziali: 

A) CONTRIBUZIONE IN PROPORZIONE AI RICAVI EFFETTIVI: ciò garantirebbe ai moltissimi piccoli lavoratori autonomi che iniziano a fare impresa o svolgere una attività professionale partendo da zero qui in Spagna (che poi sono la gran parte di noi italiani che in questo momento si trasferiscono qui in Costa del Sol a vivere in età lavorativa, cambiando vita) di ridurre l’importante sforzo di doversi mantenere all’interno di questo regime nei primi mesi o anni di apertura di una nuova attività, laddove manca ancora l’esperienza adeguata per ingranare da subito oppure semplicemente va costruito con il dovuto tempo un nuovo giro di clientela. Ovviamente la problematica non è semplice da risolvere in un paese dove il sommerso è ancora molto elevato, il governo deve introdurre dei meccanismi di controllo circa l’effettivo conseguimento dei ricavi dichiarati, questo il problema fondamentale.

B)   INTRODUZIONE DI UN REDDITO MINIMO ESENTE DA CONTRIBUZIONE: sarebbe opportuno in un paese dove il reddito mensile medio dei lavoratori autonomi è di poco superiore ai 750 euro (dati del 2014), valore appena al di là del salario minimo (SMI) che in Spagna ammonta ad euro 707,60, per questo motivo urge un criterio economico chiaro in merito all’obbligatorietà di pagare il RETA, esigenza rafforzata dal dato emerso dalla federazione nazionale delle associazioni dei lavoratori autonomi in Spagna secondo cui un lavoratore autonomo su quattro incassa meno di 900 euro.

C) RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO DI “ATTIVITA’ ABITUALE”: lo svolgimento dell’attività autonoma in forma abituale è attualmente un requisito imprescindibile per essere assoggettati al pagamento dei contributi previdenziali dei lavoratori autonomi (del resto coincidente con il requisito richiesto per l’assoggettamento all’IVA che ricordiamo essere una imposta europea, non solo spagnola o italiana), però resta un concetto giuridico indeterminato legato solo al parametro della continuità nel tempo, che non pare sufficiente a disciplinare alcuni casi e andrebbe meglio definito con criteri più specifici ed oggettivi.

Sarà finalmente l’anno 2018 quello in cui assisteremo ad una riforma veramente totale di questo regime contributivo? Ce lo auguriamo tutti, visto che per noi italiani in Costa del Sol resta un adempimento piuttosto oneroso e antipatico, ma non solo per noi evidentemente…

Fonte: “El Economista.es”

Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol?

Conviene comprare o affittare casa in Costa del Sol? Questa è la domanda ricorrente anche in questo periodo da parte di chi ci contatta o ci viene a trovare per capire come trasferirsi in Costa del Sol. E’ meglio investire da subito nell’acquisto di un immobile ad uso residenziale oppure optare per l’affitto in modo da monitorare il mercato locale prima di esporsi finanziariamente? Il mercato immobiliare in Costa del Sol dopo nove anni di crisi economica sta incominciando a risalire, seppur in maniera timida, però i segnali di questa rinascita sono costanti. In realtà questo fenomeno sta coinvolgendo tutta la Spagna, ma gli effetti più importanti in Andalusia si registrano proprio in questa nostra provincia il cui volume di compravendite raggiunge il terzo di tutte le vendite effettuate nella regione più grande della penisola Iberica.  All’interno della provincia malagueña a sua volta le vendite numericamente più rilevanti si sono registrate nei comuni di Torremolinos, Benalmadena, Fuengirola, Marbella ed Estepona. Ovviamente come sempre accade al risvegliarsi del mercato immobiliare cominciano a lievitare anche i prezzi (seppure in misura ancora modesta). Un dato significativo è la diversa tipologia di case e quindi il diverso costo d’acquisto in relazione alla zona di ubicazione: il litorale di Marbella fino a Manilva in prima linea di mare è caratterizzato da abitazioni di lusso di ampia metratura (anche oltre i 300 mq), specie in prima linea di mare, quindi con prezzo decisamente più elevato rispetto alla costa Est di Malaga, l’Axarquía, tra Nerja e Rincón de la Victoria dove a parità di metrature i prezzi scendono di quasi il 50% rispetto alla lussuosa costa Marbellina, per finire con l’area tra Torremolinos e Mijas Costa dove il prezzo mediamente è il più economico di tutta la Costa del Sol. Nonostante il settore si stia rivitalizzando l’offerta di nuove costruzioni è molto ridotta. Il mercato immobiliare della Costa del Sol è quasi interamente costituito da case di seconda mano, fatta eccezione per il litorale di Marbella dove esiste un maggior livello medio di stock di nuove costruzioni a destinazione turistica. Le imprese di costruzione hanno infatti in progetto la realizzazione di 300 unità abitative in Estepona, 150 in Marbella e 100 in Manilva. Che la Costa del Sol sia meta incontrastata a livello europeo per cambiare vita lo dimostrano i numeri: nello scorso 2016 il 34% delle case vendute in provincia di Malaga è stato acquistato da stranieri, ben 8922 unità, il che pone questa città al vertice tra le città spagnole in quanto a destinazione prediletta da cittadini di ogni parte del mondo, non solo europei. Fatta questa breve panoramica sullo stato attuale del settore immobiliare in Costa del Sol torniamo al quesito di partenza: è questo un buon momento per acquistare un immobile in Costa del Sol? A parere del direttore dell’IPE, è finito il periodo in cui si diceva “non comprate oggi…che domani sarà più economico”, è invece iniziato il periodo del “compra oggi che domani sarà più caro”. Ma è meglio comprare o affittare casa? A questa domanda fino a qualche mese fa avrei risposto con certezza, meglio non arrischiarsi subito con l’acquisto ma tastare prima la locazione; ora i tempi sono cambiati e questo mercato immobiliare così peculiare e rapido nelle sue modificazioni ci dice che oggi effettivamente è più semplice trovare una soluzione in acquisto che in affitto per “larga temporada” quindi ad uso residenziale. Infatti l’afflusso di turisti che hanno preso d’assalto questa costa nell’ultimo triennio ha comportato un cambiamento nelle preferenze dei proprietari di seconde case in costa, che per raggranellare più quattrini hanno accettato di lasciarle vuote per pochi mesi ma realizzare il massimo con affitti di “corta temporada”, quindi ad uso turistico, seppur ciò comporti maggiori costi di gestione; anche per questo motivo la regione Andalusia ha introdotto una specifica norma da rispettare per poter affittare casa per breve periodo ad uso turistico, come già abbiamo illustrato in un articolo precedente, in modo da “regolarizzare” l’enorme sommerso che caratterizza questo business. Seppur i prezzi stiano salendo nell’acquisto si possono ancora trovare ottime occasioni a discapito dell’affitto residenziale dove i prezzi non accennano a diminuire e le soluzioni a disposizione non sono sempre le migliori. Comunque per rispondere al quesito si potrebbe dire che dipende dalle necessità di ciascun individuo e dalla capacità di adattamento, visto che in Costa del Sol la prima soluzione scelta in locazione non è quasi mai quella definitiva, l’importante è muoversi in modo corretto ed affidarsi ad agenzie qualificate e serie. Difficile trovare una “vivienda” in affitto che rappresenti la scelta definitiva magari anche da acquistare con “opción a compra”, anche perché nella locazione è indubbio che il coltello dalla parte del manico è sempre nelle mani del proprietario (qui ne capirete i motivi); diversa la situazione per l’acquisto, laddove non vi è una enorme concorrenza di pretendenti e perciò aumentano i margini di trattabilità, anche in funzione di una crisi immobiliare che ha devastato il settore qui in Spagna dal 2007 in avanti e che ha portato la provincia di Malaga ad essere una tra le province spagnole con il maggior stock di invenduto immobiliare, ad onor del vero ciò anche per effetto di una percentuale di costruito estremamente alta. In ultimo che dire…che veniate per acquistare o per locare la vostra nuova casa, l’importante è esserci e godere della miglior qualità di vita che può fornire la città di Malaga e tutta la Costa del Sol !

Fonte: “Vidaeconomica” n. 45 – settembre 2017

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna

 

Malaga è la città con il più alto potere d’acquisto di Spagna, l’avreste mai detto? Eppure dati alla mano questa è la realtà, così si evince analizzando l’Indice del costo della vita elaborato da “Numbeo“, che prende come riferimento base la città di New York negli Stati Uniti d’America. Questo indicatore considera il prezzo dei beni di consumo nella città, includendo prodotti alimentari, ristoranti, trasporti e i servizi pubblici. Inoltre prende in esame anche il costo della casa, sia con riferimento ai mutui che agli affitti. In questo modo per ogni indicatore individuale si prende come riferimento il costo relativo alla città americana, a cui viene attribuito un indice pari a 100, che viene comparato con il costo della città che si vuole analizzare. I realizzatori di questo studio spiegano che laddove una città ha un indice del costo della vita pari a 120, significa che “Numbeo” stima che tale parametro è del 20% più caro rispetto a quello di New York. Poi, calcolato il salario medio della città in esame, il modello determina quale sia il potere di acquisto dei cittadini per comprare beni e servizi . Se il potere d’acquisto è pari a 40, significa che gli abitanti di questa città con il salario medio possono comprare un 60% in meno di beni e servizi abituali rispetto ai residenti della città di New York, con il loro salario medio. In questo modo Malaga raggiunge un punteggio de 104,23, superando anche la base di riferimento costituita dalla metropoli americana. Ciò significa che, con lo stipendio medio della capitale della Costa del Sol, i malagueñi possono comprare un 4,23% in più di beni e servizi rispetto ai newyorkesi, con il loro salario medio. La capitale andalusa è l’unica città spagnola che supera New York. Dopo di lei a seguire in questo particolare ranking si collocano le città di Bilbao e Granada, con un indice rispettivamente di di 91,88 e 88,48. Madrid e Barcellona, che usualmente fanno da riferimento in questo tipo di classifiche, occupano la quinta e sesta posizione, rispettivamente. Ora è bene fare una precisazione: questa classifica non deve far intendere che gli abitanti di Malaga siano più ricchi e spendaccioni degli amici madrileni o catalani, semplicemente considerando il reddito medio locale gli acquisti fatti per i beni di consumo in Costa del Sol possono essere superiori di un 4,23% rispetto a quelli che vengono effettuati a New York, anche se in valore monetario assoluto sia i costi che i redditi sono molto diversi fra le due città, è evidente. Da ciò consegue che gran parte dei costi in questo tratto di costa sono decisamente sopportabili, incidendo in misura inferiore rispetto alle altre località di Spagna, incentivando la spesa e permettendo così all’economia di beneficiare di una dinamica in continuo movimento, fenomeno che crea a sua volta ricchezza spendibile. Purtroppo questo rapporto tra reddito medio e capacità di spesa non è sempre in equilibrio o addirittura con segno positivo come in questo caso, men che meno in questo momento storico in Italia, dove nel nostro ultimo recente viaggio abbiamo potuto constatare un peggioramento costante della situazione, quantomeno al nord Italia, ma questa è un’altra, triste, storia…

Fonte: “El Economista” del 19/05/2017

La Costa del Golf

 

 

La Costa del Golf è il secondo nome della Costa del Sol, in quanto ben rappresenta l’anima sportiva e bucolica di questa costa andalusa. L’ Andalusia conta 120 campi da golf di cui ben 74 sono ubicati nel solo litorale malagueño, rendendolo così la destinazione preferita dai golfisti di tutta Europa. In questa terra si celebrano tornei di livello mondiale, dalla Ryder Cup ai campionati del mondo, passando per i Masters ed altri tornei di rilievo. La maggior parte dei turisti del golf proviene dalla Gran Bretagna, ma i frequentatori dei campi da golf vengono un po’ da tutto il continente e non si fermano alla pratica sportiva, ma dichiarano di voler godere del clima salutare tutto l’anno, del sole, della spiaggia, del turismo culturale e gastronomico. Durante questa estate si sono svolti molteplici tornei in Costa del Sol, che culmineranno per la seconda edizione consecutiva con l’Open femminile di Golf, in calendario nella seconda metà del mese di settembre. Quasi la metà di tutti i tornei andalusi in calendario in questa estate sono stati organizzati in Costa del Sol, tra il Club de Golf Guadalhorce, El Parador Málaga Golf e il Golf Club de Torrequebrada si sono svolti e ancora si svolgeranno tornei di alto livello, come pure Flamingos Golf, Añoreta Golf  e Baviera Golf accoglieranno eventi e tappe di questo tour estivo quanto mai intenso per questa pratica sportiva, fino al meraviglioso contesto che il Golf club Los Naranjos, a Marbella, può offrire ai suoi ospiti golfisti. Insomma l’offerta è davvero incomparabile ed in questo contesto si sviluppa di pari passo una offerta sempre più ricca nel settore Ho.Re.Ca. che giova non solo ai clienti dei vari circoli sportivi e ricreativi di golf ma più in generale a tutti i visitatori e turisti della provincia di Malaga. 

Fonte: www.soldigital.es