Il lavoro nel settore immobiliare

Il lavoro nel settore immobiliare in Costa del Sol è sempre stato alimentato dalla grande presenza di stranieri che dagli anni 70 hanno letteralmente invaso la costa. La pesantissima crisi  che ha colpito la Spagna a partire dall’anno 2006 e che ha generato la “burbuja inmobiliaria” (la bolla immobiliare) ha bruciato qualcosa come 105.000 posti di lavoro nel settore della intermediazione immobiliare, nonché portato alla chiusura del 90% delle agenzie immobiliari in 7 anni. Adesso però passato questo “tsunami economico” il settore da segni di risveglio, al punto che stanno nascendo nuove agenzie immobiliari che producono nuovi posti di lavoro, ma che al contempo necessitano di nuove competenze per affrontare in ottica diversa rispetto al passato un mercato che ancora si trova in grande sofferenza, con un numero esagerato di “pisos embargados“, quindi immobili pignorati ai proprietari insolventi e di proprietà delle banche. Ora le nuove agenzie immobiliari devono fornire un servizio più globale che contempli non solo le operazioni di acquisto e finanziamento, bensì anche consulenza in tema legale, fiscale e in tutti gli aspetti che riguardano le compravendite di immobili. Il mercato dell’intermediazione immobiliare è comunque un approdo per molti lavoratori spesso anche stranieri, compresi gli italiani, purché si conoscano le lingue, elemento imprescindibile in Costa del Sol per potersi relazionare con la clientela internazionale che sceglie questa costa per vivere o anche per investire. Chi desiderasse aprire una agenzia immobiliare deve sapere che in Spagna (ancora) non esiste un obbligo di possedere requisiti professionali o licenze particolari per esercitare tale attività, pertanto il mercato è aperto ma sempre più esigente e la specializzazione è fondamentale e necessaria al fine di evitare la chiusura. Ciò anche perché in Spagna solo il 60% degli acquirenti si rivolge alle agenzie immobiliari, mentre il 40% ancora preferisce trattare con i privati, quindi proporsi sul mercato come operatori professionali preparati sia come competenze personali che come strategia di marketing può determinare il successo dell’impresa.

IL SETTORE TURISTICO

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il lavoro in Costa del Sol nel settore turistico – il Puerto Deportivo di Benalmádena

Il lavoro in Costa del Sol ruota prevalentemente attorno al settore turistico, come ben si può immaginare, in quanto questa costa è considerata la prima meta turistica dell’Europa continentale. La stagione turistica è dilatata rispetto a quanto siamo abituati in gran parte dell’Italia, poiché viene aperta con l’arrivo della “Semana Santa”, quindi la settimana Pasquale, e perdura fino al mese di ottobre, complice il clima ed il gran numero di strutture ricettive presenti sul territorio, che garantiscono un altissimo numero di posti letto.Per questo motivo in questo arco temporale non è difficile, con un po di esperienza, trovare un posto di lavoro come cameriere o come “camarera de piso”, quindi inserviente per la pulizia delle stanze ai piani di alberghi e hotel. La concorrenza, però, è molto alta, nonostante i guadagni non siano particolarmente allettanti , poiché la disoccupazione molto elevata in Spagna, combinata con la recente crisi, ha generato una offerta di lavoro impressionante, che il mercato difficilmente può assorbire. Inoltre in questo tipo di lavoro è richiesta spesso una discreta esperienza, che si traduce in un lavoro rapido e di qualità, perché l’accurata e veloce pulizia delle stanze d’albergo in strutture di quattro/cinque stelle è un fattore determinante per strutture che accolgono in stagione un elevatissimo numero di turisti prevalentemente nordici, quindi inglesi, scandinavi, russi, abituati a standard di qualità elevata.

Gli italiani però non vengono qui con l’ottica del lavoro dipendente, bensì il più delle volte per aprire una propria attività commerciale, sempre legata al turismo. Non si contano infatti in costa ristoranti, pizzerie, gelaterie di matrice italiana, anche se, a ben guardare, spesso e volentieri dietro si celano proprietari che nulla hanno a che fare con l’Italia, ma il made in Italy è sempre un segno distintivo di qualità. Su questo tema però è bene fare chiarezza: qui esiste un turn-over molto alto nell’apertura di nuovi locali, poiché spesso ci sono operatori che si improvvisano in settori nei quali non hanno conoscenze ed esperienza adeguate, e finiscono per dover chiudere bottega. Purtroppo è un problema che riguarda frequentemente gli italiani, in quanto spesso non conoscono il mercato locale, il tipo di turismo, le “location” adeguate, e difficilmente si fanno aiutare da persone qualificate nel realizzare un nuovo business da queste parti, con esiti alcune volte sconfortanti. Vi è da aggiungere una antipatica e diffusa abitudine che hanno alcuni professionisti (o presunti tali) del luogo, che si approfittano dello straniero per alleggerirlo di quattrini nell’adempimento di pratiche burocratiche che, all’ultimo, magari non depositano neppure negli uffici di competenza, speranzosi nel fatto che in breve tempo l’attività sarà chiusa e quindi chi li rivedrà più…intanto però si trattengono importi destinati alla pubblica amministrazione.

Suggeriamo vivamente di studiare con attenzione il progetto che si intende avviare e di affidarvi a professionisti e tecnici competenti e, possibilmente, già testati e di fiducia. Nel caso necessitaste informazioni, suggerimenti o consulenza specifica potete rivolgervi a noi senza alcun impegno, saremo lieti di aiutarvi.